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Tag Archive: vita in germania


Excusatio Petita

E’ di pochi giorni la notizia, fornita dall’FMI che la Bundesrepublik dal 2008-2009 fino ad oggi
ha versato nel salvagente delle banche tedesche l’11% del proprio PIL, circa
290 miliardi  (mi-li-ar-di) di Euro. Questi, uniti ai dobloni versati per salvare i paesi dell’area Euro, raggiungono la cifra paperonica di  500 miliardi (mi-li-ar-di) di Euro. In pratica il governo tedesco ha investito questo popo’ di cifra per coprire il culo di gente, sia di qua che di la’ che ha fatto scelte
scellerate.
Oltre a questo e’ notizia di oggi che Obama ha cazziato la Germania perche’ esporta troppo e non cura il mercato interno e di questa situazione soffrono i peones tedeschi e gli europei tutti.
Strano che abbia riconosciuto anche la sofferenza interna eh? Strano che pure i media italiani si siano accorti che tra hartz IV e minijobs sto miracolo tedesco non sia cosi’ miracoloso eh?
Ora, dopo anni in cui ho osato dire a lorsignori come si viveva qua, mi son permesso di dire che “ci guadagna la Germania” non vuol dire nulla e dopo che non mi sono risparmiato dal mandare affanculo chi, senza nessun pudore, parlava di “progetto pangermanico” e di  “banche ariane”, dopo tutto cio’ e dopo aver scoperto fra ieri e oggi che il re e’ nudo…ecco non che magari mi si
debbano delle scuse o se non proprio delle scuse almeno un leggero rossore da parte dei miei ex interlocutori per cui provo tuttora l’invariata (inesistente) stima ?!
No eh? Dai me ne faro’ una ragione.

La Sorpresona

merkel sexy
“Stavolta lo dico io: cucu! Sorpresa! Sono tornata! ahahahah!”
Me la vedo Frau Merkel che fa vibrare il culone dal godimento.
A distanza di quasi un mese dalle elezioni tedesche e ora che i commenti si sono placati intervengo io.
Non ho cose molto furbe da dire, anche perche’ tutto e’ stato detto
i mesi passati e cioe’ che quello che e’ successo non dovrebbe essere una sorpresona.
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Il duello al tramonto

Io e la personcina ammodo ci siamo preparati una mezz’ora prima, ms lei facendo esercizi di respirazione profonda e io affilando dativi, accusativi e tirando fuori dal baule anche i genitivi, perche’ sapevo che sarebbero stati usati.
Tutto era pronto per il duello dell’anno (secondo alcuni commentatori anche del decennio) fra Frau Merkel e Herr Steinbrück.
Tutto pronto, mancava solo la TV. Si’ infatti il duello non veniva trasmesso in streaming da ARD oppure il sito e’ cosi’ schifoso che non ho trovato il link (o io cosi’ rincoglionito, ma e’ la stessa cosa).
Ho dovuto tirare su dalla cantina il televisore, l’ho acceso, ho aspettato che si scaldasse, gli ho dato delle pacche come faceva mio nonno (diceva che cosi’ si scaldava piu’ velocemente) e dopo 20 minuti sono apparsi i due contendenti.
Io e la personcina abbiamo inforcato le cuffie per sentire meglio e ci siamo imbarcati nell’impresa…non senza dolore.
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aiutoCome si fa ad aiutare un tedesco? Dovrebbe essere facile aiutare la gente e, in fondo, i tedeschi sono gente come gli altri. O no?
Di solito l’impulso ad aiutare una persona a prescindere dalla nazionalita’ e’ una questione empatica, probabilmente inscritta nel firmware umano. Perche’ allora questa domanda strana? E perche’ sarebbe un’arte aiutare un tedesco? Sembra una cosa cosi’ semplice, uno ti chiede aiuto e tu glielo dai (o non glielo dai) no?
Ecco e se la persona decisamente teutonica non ti chiede aiuto ma si trova in palese difficolta’ tu che fai? Fai scattare l’empatia umana? Beh si’…e allora come mai se sei da tanto tanto tempo a Monaco esiti e ci pensi su sedici volte prima di intervenire?!
Forse perche’ non e’ cosi’ semplice aiutare i tedeschi? Forse perche’ e’ un arte?
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waschlappenSono concentrato e pesto i tasti, convinto che piu’ si sbatta la tastiera e piu’ le cose funzionino. E’ un passaggio delicato, il codice si rifiuta di essere soggiogato al mio volere, per questo quasi salto alla gola al collega capellone che si scaraventa nel mio ufficietto e interrompe il flusso disordinato dei miei pensieri urlando:
“Ho scoperto il segreto! Ho scoperto il loro segreto!”
Ignoro il capelluto mentre lancio una nuova compila che fallisce miseramente, ma il collega non si da’ per vinto e inserisce fra lo schermo e il mio naso un librino rosa, poi mi tortura le orecchie: “E’ scritto qui, e’ tutto scritto qui! Finalmente il mistero e’ risolto!”
Sbuffo, accantonando i pensieri omicidi e faccio finta di interessarmi:
“Di quale mistero vai cianciando?”
“Il mistero del Bidet!”
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conversazioneVa bene, vi siete sparati corsi su corsi, vi siete massacrati di esercizi e sulla scrivania non avete la foto dei cari ma la tabella delle declinazioni degli aggettivi. E adesso? E adesso non e’ mica finita, bisogna parlare.
Eminenti neurologi mi fanno sapere che le aree del cervello dedicate alla lettura o all’ascolto non sono le stesse dedicate all’espressione verbale? Che vuol dire? Che nonostante sudore, fatica e abnegazione e’ tutto da rifare, bisogna allenare un’altra parte del cervello.
In pratica vuol dire che se anche si riesce a leggere il giornale o seguire un film in tedesco non e’ detto che si riesca a parlare, per farlo…bisogna farlo. Ma qui c’e’ un’ostacolo a prima vista (ma anche a seconda) insormontabile: come si fa a parlare tedesco se non si sa parlare tedesco? Se lo scopo e’ parlare correttamente come si fa a conciliare la purezza grammaticale con la necessita’ di non devastare le gonadi di chi ci ascolta con le nostre insicurezze e i nostri tentennamenti?
Ecco alcuni consigli semi-seri per sostenere una conversazione senza far scappare i nostri interlocutori.
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Vita di campagna

Io questa volta ci ho provato a dirlo, ho perfino strillato: della campagna non me ne frega niente, nienteeee, nienteeeeeee!
Invece me la sono percorsa tutta, da nord a sud e da est a ovest.
Mi sono sentito dibbbattiti e interviste, mi sono letto articolesse e analisissime, mi sono beccato concioni perche’ vivo in un paese dove il mio leader (sic!) vuole controllare la politica italiana mentre adesso ricevo richieste di subaffitto del divanoletto.
A me la campagna e’ sempre piaciuta ma viverci e’ faticoso.
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C’e’ un attimo di tregua nel freddo conflitto europeo, combattuto con lanci di stereotipi e sparando proiettili a frammentazione di cazzate.
Finita la cerimonia religiosa estiva dove si e’ adorato il Dio Baal(one), finito (o sospeso) il bollettino di guerra dello spread, finiti (o diminuiti) gli scambi di stronzate anti-tedesche da una parte e sfotto-italiane dall’altra che hanno riempito i blog, ho un attimo di respiro per valutare la situazione e sviluppare un’ideuzza che mi frulla nella cabeza da un po’ di tempo.
Aver assistito alla catarsi italo-tedesca e’ stato illuminante e la
domanda che mi pongo da anni e’: come mai questa ruggine particolare fra tedeschi e italiani, come una vecchia coppia che bisticcia su quanto sale mettere nella minestra?
La mia parziale risposta e’ che sia tedeschi che italiani condividono la stessa psicopatologia, la stessa forma di nevrosi.
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Consigli per imparare il tedesco

tedescoContinua il mio sforzo per facilitare la vita dei “paracadutisti”, non perche’ io sia “un brav’uomo”, ma nella speranza che mi spacchino meno le palle.
E’ notizia di ieri che il Goethe Institut di Napoli ha registrato un esplosione di iscrizioni, non perche’ i napoletani si siano innamorati della lingua di Schiller (sia mai!) ma perche’ la prospettiva e’ di trasferirsi nel paese dell’odio e della durezza.
Parallelamente i tedeschi hanno visto nel 2011 un incremento del 6% degli immigrati con passaporto italiano e la cosa sta assumendo dimensioni da esodo.
Non vi sto piu’ a tediare sulle storie assurde di cui vengo a conoscenza, quasi tutte tendenti al frignone  nella piu’ pura tradizione italica e quindi ecco il perche’ di questo post. Enjoy.
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Ci sono due posti al mondo dove vorrei andare quando ho voglia dichindol
stare da solo: il deserto di Atacama e il metro’ di monaco nell’ora di punta.
Il deserto di atacama e’ il deserto piu’ deserto del mondo, roba che quello del sahara sembra una foresta amazzonica. Li’ non ci sono esseri viventi, zero, nulla.
Il metro’ di monaco nell’ora di punta e’ pieno di esseri viventi, pero’ non c’e’ mai nessuno. I corpi ci sono, ma le coscienze no, sono risucchiate dentro scatolette luminescenti.
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