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Tag Archive: vita a monaco


Fahrradstrasse

Cosa c’e’ di piu’ semplice dell’andare in bicicletta una volta che si e’ superata la fase della sbucciatura di mani, gomiti e ginocchia?!
Una volta imparato non si dimentica piu’, ma una volta arrivati a Monaco bisogna ricominciare a studiare, perche’ qui la materia e’ complessa.|
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Ci sono meccanismi evolutivi che, come specie umana, ci hanno fatto sopravvivere e giungere fino a qui, fino a questi tempi strani. Tra questi meccanismi evolutivi ci sono gli stereotipi e il buonsenso.
Se i primi vengono usati a sproposito, il secondo meccanismo e’ quasi (apparentemente) inceppato.
Dopo aver sentito in giro parecchie storie strane mi permetto di dare alcuni consigli, dettati piu’ che altro da buonsenso che da esperienza, precisando che la maggior parte di questi consigli mi sono stati dati appena arrivato in terra bavarese e di cui sono ancora grato ai dispensatori.
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Sbadataggine

Grazie Grande Spirito per avermi dato anche oggi la mia favolina quotidiana.
Questa e’ una delle piu’ surreali che mi siano capitate ed evidenzia come mai a Monaco i bambini possono andare a scuola da soli a 7 anni, come mai certi italiani escono di testa e vogliono fuggire e altri italiani cambiano i propri piani e si aggrappano alla citta’ come cozze allo scoglio.
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L’attimo di terrore

“Fahrscheine Bitte!”
Chi non e’ mai saltato sulla sedia anche se aveva la coscienza a posto?
E’ quella sensazione di vago terrore che ti prende quando uno sbirro, o ogni sua diramazione ti interroga. E’ come se ti chiedessero “Dov’eri la notte del 13?!”. Tu sai benissimo che quella notte non hai fatto nulla, che hai testimoni e persino un filmato ma intanto sudi lo stesso, metti che hai avuto un colpo di amnesia mentre eri in bagno, sei uscito dalla finestra hai ucciso il maggiordomo e sei rientrato.
Ecco, quando ti chiedono il biglietto e’ la stessa cosa: metti che l’ho lasciato a casa, metti che mi hanno rubato il portafogli, metti che mi e’ scivolato di tasca…
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Bene, alla fine ce l’avete fatta, vi siete trasferiti a Monaco. Avete studiato bene i post precedenti ;) avete seguito tutti i consigli, avete improvvisato e alla fine avete trovato casa e lavoro: vi potete rilassare.
E adesso cosa succede?
L’essere umano non vive di solo pane e wurst, non gli basta avere un focolare, dopo un po’ si rompe le palle e vorrebbe interagire con altri esseri umani, possibilmente umani in cane e ossa e non solo un insieme di letterine ed emoticons su una chat.
Questa necessita’ sociale va al di la’ della mia comprensione, ma si sa che noi plantigradi abbiamo altre abitudini rispetto ai primati, quindi mi adeguo e fornisco i miei personalissimi consigli per uscire dal proprio guscio e farsi una vita sociale decente.
Tutto cio’ che segue e’ un misto di vissuto (poco) e di sentito dire (molto), quindi fate la tara.
Prima dei consigli e’ doveroso fornire alcuni cenni storici, culturali e geografici altrimenti si rischia di pestare il naso ancor prima di cominciare.
Capire la cultura e le abitudini del posto evita di commettere il solito errore in cui cadono gli emigranti italiani che, trovandosi soli, concludono che A) a monaco non c’e’ vita sociale e B) i bavaresi escludono gli italiani in quanto italiani. Come si vedra’ queste conclusioni sono un patetico tentativo di mascherare la realta’: se ti ritrovi solo e non hai contatti con gli autoctoni e magari nemmeno coi connazionali, sei tu che hai sbagliato qualcosa.
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In Europa e’ molto difficile morire o farsi molto male, pero’ e’ possibile.
Recentemente mi e’ successo di parlare con la collega lusitana che, per motivi misteriosissimi, vuole andare in Nepal.
Per questo viaggio si e’ riempita di ogni sorta di vaccinazioni perche’ si proclama orgogliosamente ipocondriaca. In particolare si dice terrorizzata (e quindi vaccinata) dalla temibilissima “Encefalopatia Giapponese”, una cosa che ti becchi se ti unisci carnalmente con 8 capre selvatiche simultaneamente nell’arco di due mesi. Lei ci sta un mese, quindi dovrebbe essere fuori pericolo ma tant’e'…
Dopo aver ascoltato una sfilza di paranoie mi sono permesso, da vero bastardo, di aggiungerne una in piu’: “Quindi immagino che ti sarai premunita contro le malefiche malattie bavaresi…”
“Quali malefiche malattie bavaresi?!?”
“Ecco appunto…”
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I poveri tedeschi

armutNo, non poverini o poveretti, proprio poveri, di quelli che non sanno come unire la salsiccia bianca del mattino con quella rossa della sera.
L’avevo detto che a Monaco non si vedono poveri in giro? Si’ l’avevo detto e la capa, quella che fa il volontariato coi barboni mi aveva rassicurato: “E’ gente con altri problemi al di fuori di quelli materiali. non preoccuparti”.
Gliel’ho chiesto di nuovo di recente alla capa dei poveri di monaco e stavolta mi ha risposto: preoccupati.
Infatti c’e’ da preoccuparsi.
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1) Saltare sulle panche e’ ok, saltare sui tavoli no.
2) Si usa dare la mancia, arrotondando. Quest’anno la Mass costa 10Euro, non si scappa.
3) Lederhosen e Dirndl sono costumi tradizionali, non e’ una carnevalata e i bavari si incazzano di brutto se li prendi in giro.
4) La canzoncina non e’ “Ein prosit ein prosit, nanananana” e’ “Ein Prosit, Ein Prosit der Gemütlichkeit”
5) Fare il saluto romano non e’ divertente, in germania e’ reato.
6) Fare foto sotto la gonna delle donne non e’ divertente, in germania e’ reato.
7) Allungare le mani su ragazze non consenzienti, non e’ divertente, in germania e’ equiparato ad aggressione a sfondo sessuale.
8) Non e’ (piu’) consentito trombare sotto il palco dell’orchestra.
9) Esiste un codice del Dirndl che permette di capire se la donzella e’ impegnata o disponibile, ma e’ una nuova usanza e non tutte la rispettano, pero’ la cosa puo’ essere utilizzata per attaccare bottone.
10) Molti parlano italiano, ma la lingua ufficiale rimane il tedesco (se non il bavarese).

Rama Dama

ramadamaSapevo che non sarebbe finita cosi’, con una festicciola e via. Sapevo che sarebbe successo qualcosa, doveva succedere qualcosa. Lo Schwabinger 7 non poteva andarsene semplicemente, doveva fare scalpore, far parlare la gente, attirare l’attenzione. Doveva fare il botto e il botto l’ha fatto. Era da un anno dopo la fine dei botti brutti, dal 1946 che a Schwabing non scoppiava una bomba e i monachesi se ne ricorderanno per un pezzo cosa era lo Schwabinger 7.
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mietgesuche

…che cercare casa a Monaco.

Avevo intenzione di fare una serie di post molto pipposi sulla crisi e sulla tensione italo-tedesca, e la faro’ pure.
Pero’ la questione dei “paracadutisti” e’ diventata bollente e peggiora di giorno in giorno. Per questo ho deciso di fare un postullo su come si fa a cercare casa a monaco, sperando che serva a qualcosa, o almeno che serva a ridurre il numero di domande idiote che ricevo.
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