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Tag Archive: Pillole di Pilger


E’ finita anche qui.

Anche qui la guerra e’ finita, verso il 21 aprile e dopo un bombardamento a tappeto che ha completamente distrutto la citta’.
Vorrei ricordare e celebrare i partigiani tedeschi che hanno lottato contro il regime nazista, in solitudine o a fianco degli italiani, partigiani di cui ci si e’ dimenticati, morti anche nel ricordo e che non hanno un giorno dedicato.
Mi piace pensare che sia oggi.

La minuscola lucina

E’ quella che si percepisce lontano, mentre noi siamo ancora nel tunnel e si spera che la lucina non sia il solito treno.

Si’ sa “nemo propheta in patria” ma manco fuori per la miseria!
Certamente, un blogghino nascosto e che si vanta di essere nascosto non e’ che possa abbattere i mulini a vento, ma si riesce ad immaginare quanta merda internettica mi sono preso in tutti questi anni e per il solo motivo che tengo le toniche chiappe sul suolo della Bundesrepublik?!
Mi sono scontrato con presunti economisti e intellettuali di cui da stamattina ho una considerazione, su questioni psico-socio-economiche, di parecchio inferiore a quella del mio spazzacamino che sugli stessi tempi ha tratto conclusioni molto piu’ sensate e, da stamattina, persino azzeccate.
Ho persino corroso e credo rovinato rapporti con persone che conosco nel reale e solo perche’ venivo identificato come “tedesco” e conseguentemente nemico di greci, italiani e mediterranei in genere.
Parallelamente ho avuto scontri (molti meno in verita’) con accaniti lettori di Bild che consideravano i mediterranei come lazzaroni e che pero’ ho trovato piu’ interessati ad un altro tipo di visione, un po’  come se qualcosa non tornasse loro.
Ma dicevo che le cose sono cambiate da stamattina e una lucina e’ apparsa. Si’, infatti stamattina mi hanno passato un articolo dello Spiegel (in inglese). Questo:

http://www.spiegel.de/international/europe/complicit-in-corruption-how-german-companies-bribed-their-way-to-greek-deals-a-693973.html

Con sorpresa (non e’ vero) ho letto che non di Germania ma di “ditte tedesche corruttrici” si parla e non di Grecia si vaneggia, bensi’ di “classe dirigente corrotta fino ai talloni”.
In pratica si conclude quello che i frequentatori di questo spazio hanno gia’ convenuto con me da anni: ci stanno tutti prendendo per il culo. Ecco allora la lucina.
Si e’ accesa improvvisamente e ancora non ho capito cosa abbia girato l’interruttore: tsipras? la guerra ucraina? la catrastrofe climatica? le scie chimiche? i rettiliani?
Sta di fatto che la lucina della speranza si e’ accesa, alimentata da un pochettino in piu’ di consapevolezza che siamo in mani sporche e molto poco europee.

La Presa

La presa prima o poi avviene e se si e’ lavorato o magari sofferto tanto la presa e’ di coscienza.

Mi telefona il Signor G. E’ da tanto che non ci sentiamo e siamo rimasti in contatto anche se me ne sono andato dalla ditta una vita fa.
In poche parole mi fa il punto della situazione che anche stavolta e’ il medesimo: la ditta va peggio, l’italia va peggio, e’ tutto un magnamagna, non si vede l’uscita dal tunnel.
Io ho sempre ascoltato annuendo e fino a poco tempo fa ribattevo mostrando le differenze con il posto che mi ospita, giusto per far capire che una situazione diversa era possibile. Non lo faccio piu’, per vari motivi, uno fra questi e’ che le differenze si stanno assottigliando.
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Sbadataggine

Grazie Grande Spirito per avermi dato anche oggi la mia favolina quotidiana.
Questa e’ una delle piu’ surreali che mi siano capitate ed evidenzia come mai a Monaco i bambini possono andare a scuola da soli a 7 anni, come mai certi italiani escono di testa e vogliono fuggire e altri italiani cambiano i propri piani e si aggrappano alla citta’ come cozze allo scoglio.
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L’interprete

Sto girando per uffici ed ho appena assistito ad una scena che potrebbe dare qualche dritta su come migliorare la vita degli italiani a Monaco.
Scena: ufficio pubblico, coda di 10 persone di cui solo 3 autoctoni, allo sportello di fronte all’impiegata indigena c’e’ una giovane donna dai tratti asiatici accompagnata dal figlio 12enne.
La madre parla, il figlio traduce.
L’impiegata dopo un attimo di riflessione sentenzia: “mi spiace ma non capisco cosa volete, un’autentica d’accordo ma di cosa e per cosa?”. Il dodicenne spiega che sono stati mandati da un altro ufficio a chiedere questa autentica e l’impiegata ribatte che la parola “autentica” non e’ sufficiente per esaudire la loro richiesta e a seconda di cosa si vuole cambiano le procedure e i costi. Il dodicenne, con proprieta’ di linguaggio e senza accento confabula con la madre e conferma:”ci hanno detto di fare un’autentica ma non ci hanno detto di cosa”.
“Allora tornate all’ufficio che vi ha detto sta cosa e chiedete”.
Il ragazzino traduce e la madre non e’ per niente contenta e ripete “autentica-autentica”.
L’impiegata si spazientisce e ferma il flusso di “autentica-autentica” con rudezza e alzando parecchio la voce: “sono gia’ 10 minuti che le spiego che non capisco cosa volete esattamente, faccia il favore di togliersi dalla fila che ci sono altre persone che aspettano”, poi, vedendo la fronte imperlata del fanciullo che in qualche modo si sente responsabile per la dabbenaggine della madre, l’impiegata giunge ad un compromesso e su un foglietto scrive in stampatello la domanda da fare all’ufficio competente: “ecco, mostrate questo foglio e poi tornate qua”. Il ragazzino sembra soddisfatto, ma una volta spiegata la cosa alla madre diventa molto triste. Alla fine convince la genitrice a togliersi dalle palle sapendo che in qualche modo subira’ un cazziatone.
Avanti il prossimo, un tizio pakistanoide che chiede informazioni su come richiedere la cittadinanza in un linguaggio approssimativo ma comunque comprensibile all’impiegata.

Non e’ la prima volta che incontro questi bambini-traduttori che portano in giro i propri bambini-genitori e alla fine ho concluso che questi famosi corsi OBBLIGATORI di integrazione non sarebbero un’idea malvagia. Anche avere della modulistica multilingue aiuterebbe e ovviamente avere servizi di interpretariato come avviene in alcuni ospedali sarebbe bello, ma sarebbe anche chiedere troppo. o no?

L’attimo di terrore

“Fahrscheine Bitte!”
Chi non e’ mai saltato sulla sedia anche se aveva la coscienza a posto?
E’ quella sensazione di vago terrore che ti prende quando uno sbirro, o ogni sua diramazione ti interroga. E’ come se ti chiedessero “Dov’eri la notte del 13?!”. Tu sai benissimo che quella notte non hai fatto nulla, che hai testimoni e persino un filmato ma intanto sudi lo stesso, metti che hai avuto un colpo di amnesia mentre eri in bagno, sei uscito dalla finestra hai ucciso il maggiordomo e sei rientrato.
Ecco, quando ti chiedono il biglietto e’ la stessa cosa: metti che l’ho lasciato a casa, metti che mi hanno rubato il portafogli, metti che mi e’ scivolato di tasca…
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Sogni di bambini

Sorseggio la mia Weissbier (sono italiano in fondo) e osservo C. che sorseggia il suo Aperol Spritz (e’ tedesca in fondo).
Conosco la sua passione e quindi le chiedo: “Hai gia’ visto la mostra su Pompei  a Fuenfhoefe?”
“No, non ancora, ma ci andro’”
“Ovviamente non e’ niente di paragonabile con l’originale, ma meglio di niente comunque.”
“Non importa, mi piace tutto quello che riguarda Pompei, rimane il mio sogno di bambina.”
“Addirittura.”
“Si’ si’, mi e’ rimasto, sognavo di andare a Pompei.”
“Di solito i bambini sognano di diventare pirati, astronauti, di visitare posti esotici e irraggiungibili, qualcosa di impossibile.”
“Per me ERA qualcosa di esotico, irraggiungibile e impossibile.”
“In che senso?!”
“Io avevo la matematica certezza che MAI avrei potuto visitare Pompei.
Potevo sperare di vedere Samarcanda, Pechino, Cuba persino, ma io sono cresciuta con la convinzione che MAI avrei potuto visitare Pompei…a meno di intraprendere la carriera sportiva, ma per quello non avevo ne’ il talento ne’ la volonta’”.
“Caspita e poi?”
“Poi e’ caduto il muro di Berlino e ho cominciato a credereci, del resto Lipsia-Pompei non e’ un viaggio cosi’ lungo.”

Excusatio Petita

E’ di pochi giorni la notizia, fornita dall’FMI che la Bundesrepublik dal 2008-2009 fino ad oggi
ha versato nel salvagente delle banche tedesche l’11% del proprio PIL, circa
290 miliardi  (mi-li-ar-di) di Euro. Questi, uniti ai dobloni versati per salvare i paesi dell’area Euro, raggiungono la cifra paperonica di  500 miliardi (mi-li-ar-di) di Euro. In pratica il governo tedesco ha investito questo popo’ di cifra per coprire il culo di gente, sia di qua che di la’ che ha fatto scelte
scellerate.
Oltre a questo e’ notizia di oggi che Obama ha cazziato la Germania perche’ esporta troppo e non cura il mercato interno e di questa situazione soffrono i peones tedeschi e gli europei tutti.
Strano che abbia riconosciuto anche la sofferenza interna eh? Strano che pure i media italiani si siano accorti che tra hartz IV e minijobs sto miracolo tedesco non sia cosi’ miracoloso eh?
Ora, dopo anni in cui ho osato dire a lorsignori come si viveva qua, mi son permesso di dire che “ci guadagna la Germania” non vuol dire nulla e dopo che non mi sono risparmiato dal mandare affanculo chi, senza nessun pudore, parlava di “progetto pangermanico” e di  ”banche ariane”, dopo tutto cio’ e dopo aver scoperto fra ieri e oggi che il re e’ nudo…ecco non che magari mi si
debbano delle scuse o se non proprio delle scuse almeno un leggero rossore da parte dei miei ex interlocutori per cui provo tuttora l’invariata (inesistente) stima ?!
No eh? Dai me ne faro’ una ragione.

A Monaco i cieli non prudono.

Spesso i nuovi arrivi e i prussiani si lamentano della provincialita’ di Monaco.
Hanno ragione.
Certo, Monaco e’ una citta’ provinciale e non ne fa mistero, ma vanto, per questo si fa
chiamare “Ein Millionendorf” (il villaggio da un milione di abitanti), ma questa e’ storia recente.
Infatti Monaco, fino al 1933 e’ stata uno dei centri culturali piu’ fulgidi d’europa, qui c’erano le avanguardie e qui c’erano gli artisti che contavano.
Poi e’ arrivato il baffetto e da quel di’ Monaco non e’ piu’ stata la stessa, e’ stata bombardata nel corpo e nell’anima e dal dopoguerra si e’ rinchiusa in una dimensione provinciale che io amo molto.
La amo cosi’ tanto questa paesanita’ che quando, nel 2004 si e’ dovuto decidere
se Monaco doveva avere una sua skyline come Francoforte o Londra o Mosca io al referendum ho votato un no secco che ancora rimbomba. Infatti e’ stato passato un editto per cui all’interno del Mittlerer Ring non si possono costruire edifici piu’ alti della
Frauenkirche, circa 100 metri. Unica eccezione il gia’ esistente edificio della Hypovereinsbank.
Questo e’ il motivo per cui i due grattacieli di 126 e 146 metri che si vedono in lontananza da odeonsplatz, stanno rigorosamente fuori dal Mittlerer Ring.
Purtroppo i due edifici non sono visitabili per i comuni mortali.
Io invece, che sono un ficcanaso e mi sono presentato durante la lunga notte dell’architettura ho avuto modo di sperimentare la vista da lassu’ e l’ebbrezza dell’ascensore piu’ veloce di monaco (6 m/sec.).

L’amara pillola

Comunicazione di servizio.
Per anni a chi mi ha chiesto di fare post piu’ brevi ho risposto “sukka”, una parola ebraica che significa “prendero’ in considerazione la tua proposta”.
Beh, mi arrendo.
Le cose da dire sono tante e il tempo e le energie sono poche. Per questo motivo inauguro la tag “pillole di pilger”:  post brevi, mal scritti, poco furbi e senza immagini sagaci sul frontespizio.
Mi riservero’ di fare post-cateratta appena riusciro’ ad avere un po’ di tempo per me stesso, nel frattempo ingoiatevi ste amare pillole.

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