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Tag Archive: opinionismo


Coloniascopia

Da quando calco le bavare terre ho visto crollare parecchi tabu’ tedeschi. Alcuni futili come l’esposizione di badierette germaniche sulle macchine o la pubblicazione di libri umoristici sul baffetto, altri piu’ seri come l’abbandono del marco, l’intervento militare tedesco all’estero o la sparizione delle tette dalla prima pagina della Bild.
La notte di capodanno e’ stato corroso senza che crollasse definitivamente un altro tabu’ tedesco, quello che impediva di dire ad un branco di pezzi di merda (in gergo tecnico “criminali”) nordafricani che sono un branco di pezzi di merda nordafricani.
Per voi, alla ricerca di dove vengono prodotti questi stronzi, mi immergo nei visceri di una citta’ a me sconosciuta, mi introduco nei suoi intestini, faccio una Coloniascopia appunto.
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“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia”

Karl Kraus

Il contrario del pari e patta.

E’ vero sto scrivendo poco, non perche’ non abbia piu’ niente da dire, ma perche’ la vita si sta accorciando e le robe da fare prima di entrare nel sacello stanno aumentando.
Tra le tante cose di cui non scrivo, in particolare non scrivo della storia greca.
Il perche’ e’ ancora piu’ chiaro: ho gia’ scritto tutto il possibile, almeno dal lato tedesco.
Pero’ questa cosa la scrivo perche’ non so come si dice una cosa in italiano, cioe’ nemmeno in tedesco, non so proprio come esprimere il concetto.
Quando a scacchi si fa una patta, entrambi vincono, vuol dire che sono di forza eguale e si sono bilanciati, ci si stringe la mano ed entrambi sono, magari non contenti, ma almeno non abbattuti.
Ecco come si chiama quando invece tutti perdono?!
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Schettini volanti

Da quando ho chiuso i boccaporti mediatici italiani sto molto meglio, dormo meglio, ho la faccia piu’ rilassata e anche la pelle ha guadagnato in lucentezza e idratazione.
Ci sono casi pero’ in cui un oblo’ rimane aperto e se c’e’ mare mosso entrano degli schizzi.
Purtroppo non sono schizzi d’acqua.
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La minuscola lucina

E’ quella che si percepisce lontano, mentre noi siamo ancora nel tunnel e si spera che la lucina non sia il solito treno.

Si’ sa “nemo propheta in patria” ma manco fuori per la miseria!
Certamente, un blogghino nascosto e che si vanta di essere nascosto non e’ che possa abbattere i mulini a vento, ma si riesce ad immaginare quanta merda internettica mi sono preso in tutti questi anni e per il solo motivo che tengo le toniche chiappe sul suolo della Bundesrepublik?!
Mi sono scontrato con presunti economisti e intellettuali di cui da stamattina ho una considerazione, su questioni psico-socio-economiche, di parecchio inferiore a quella del mio spazzacamino che sugli stessi tempi ha tratto conclusioni molto piu’ sensate e, da stamattina, persino azzeccate.
Ho persino corroso e credo rovinato rapporti con persone che conosco nel reale e solo perche’ venivo identificato come “tedesco” e conseguentemente nemico di greci, italiani e mediterranei in genere.
Parallelamente ho avuto scontri (molti meno in verita’) con accaniti lettori di Bild che consideravano i mediterranei come lazzaroni e che pero’ ho trovato piu’ interessati ad un altro tipo di visione, un po’  come se qualcosa non tornasse loro.
Ma dicevo che le cose sono cambiate da stamattina e una lucina e’ apparsa. Si’, infatti stamattina mi hanno passato un articolo dello Spiegel (in inglese). Questo:

http://www.spiegel.de/international/europe/complicit-in-corruption-how-german-companies-bribed-their-way-to-greek-deals-a-693973.html

Con sorpresa (non e’ vero) ho letto che non di Germania ma di “ditte tedesche corruttrici” si parla e non di Grecia si vaneggia, bensi’ di “classe dirigente corrotta fino ai talloni”.
In pratica si conclude quello che i frequentatori di questo spazio hanno gia’ convenuto con me da anni: ci stanno tutti prendendo per il culo. Ecco allora la lucina.
Si e’ accesa improvvisamente e ancora non ho capito cosa abbia girato l’interruttore: tsipras? la guerra ucraina? la catrastrofe climatica? le scie chimiche? i rettiliani?
Sta di fatto che la lucina della speranza si e’ accesa, alimentata da un pochettino in piu’ di consapevolezza che siamo in mani sporche e molto poco europee.

Naturalezza

Entra proprio quando sto appoggiando le labbra per il primo sorso di Weissbier, il migliore.
Attraversa la sala facendo svolazzare la gonna non troppo lunga e facendo venire il torcicollo ai signori maschi per lo scatto con cui voltano la testa. Conosco il loro gusti: troppo magra per i magrebini presenti, decisamente troppo magra per gli africani neri, decisamente troppo giusta per gli autoctoni e i caucasici in genere.
Si accascia sullo sgabello a fianco al mio sbuffando un “eccomi”, come se la stessi aspettando.
In effetti non e’ che l’aspettassi, diciamo che me l’aspettavo anche se oggi speravo in una tregua.
Invece eccola, splendente, col sorriso che rischiara il locale e che instilla la rugosa domanda negli avventori maschi: “che ci fa una cosi’ con uno cosi’?!”.
Io so benissimo cosa fa: mi scassa le balle.
Troppo giovane per essere vera (nel senso di se’ stessa, non nel senso di reale) e quindi interessante e troppo attraente perche’ ella si possa interessare per scopi riproduttivi ad un vecchio pellegrino imbolsito quando invece potrebbe intortare qualsiasi rampollo, ricco e scemo, della Monaco bene.
No, niente ambiguita’ fra noi: da quando e’ riuscita a scoprire dove mi rifugio ogni martedi per del sano alcoolismo solitario, ha deciso che devo essere il suo mentore, rovinandomi entrambe, alcoolismo e solitudine.
In cambio ottengo l’eternita’.
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Cupezza

Non e’ mai prevedibile ciò che si trova quando, per le note necessita’ natalizie si torna nel paese dell’amore.
L’ultima volta, si era ben prima di Natale in effetti, ci avevo trovato un clima incomprensibilmente più rilassato, che mi ha  fatto pontificare sull’effetto taumaturgico della crisi e delle mazzate in capo sull’umore dell’essere umano.
Forse complice lo stress natalizio questa volta ci ho trovato cupezza, la solita cupezza di sempre, ma con una venatura amara che si sta allargando sempre di più.

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La Presa

La presa prima o poi avviene e se si e’ lavorato o magari sofferto tanto la presa e’ di coscienza.

Mi telefona il Signor G. E’ da tanto che non ci sentiamo e siamo rimasti in contatto anche se me ne sono andato dalla ditta una vita fa.
In poche parole mi fa il punto della situazione che anche stavolta e’ il medesimo: la ditta va peggio, l’italia va peggio, e’ tutto un magnamagna, non si vede l’uscita dal tunnel.
Io ho sempre ascoltato annuendo e fino a poco tempo fa ribattevo mostrando le differenze con il posto che mi ospita, giusto per far capire che una situazione diversa era possibile. Non lo faccio piu’, per vari motivi, uno fra questi e’ che le differenze si stanno assottigliando.
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europa
Il console finisce la sua funzione di notaio e dopo aver raccolto le firme di chi vuole a tutti costi votare per i COMITES si intrattiene coi cervelli in fuga. Ovviamente ci sono anch’io di mezzo, come un Forrest Gump dello stivale e mi mimetizzo fra gli scienziati.
Il console decanta la recente rappresentazione di pupi siciliani e ci consiglia vivamente di andare a vedere la mostra del Canaletto, che ha dipinto pure scorci monacensi.
Io prendo nota, il Canaletto vorrei vederlo.
“E poi…” prosegue il diplomatico con l’elenco degli eventi “ci sarebbe un incontro di alto livello, una conferenza sulla politica estera europea”.
Mi si drizzano le orecchie, mi schiarisco la voce.
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Die Grillinen

In queste convulse giornate mediatiche mi stanno arrivando zaffate maleodoranti da ogni direzione.gruene
Odor di campagna, ancora odore di campagna. E’ odore di paura, il peggiore di tutti.
Prima il tanfo e’ arrivato da nord, partito da amburgo, ma si e’ affievolito per essere soppiantato da un tornado puteolente che ha varcato le alpi da sud.
In entrambe i casi il vento della paura ha cavalcato slogan e parole forti, cominciando col “pagliaccio” dell’amburghese spiddino e seguito da innumerevoli paragoni e tremori neo-fascisto-nazisti provenienti dall’italia. La cosa piu’ sconcertante e’ che i piu’ impauriti dal nuovo comico che sta tenendo sotto scacco gli attuali potenti, sono proprio coloro che avrebbero dovuto sorpassarlo sulla sinistra e fregargli il programma. Typisch.
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