luxus

Salgo le scale sollevando le gambe piombate, appesantite da dosi equine di antibiotici. La malasanita’ tedesca mi ha quasi tolto di mezzo, ma io ho resistito e alla fine sono riuscita a spuntarla e a farmi dimettere dalla clinica degli orrori in tempo per le festivita’ natalizie.
Domani e’ l’antivigilia di Natale, il volo per il paesello e’ prenotato da mesi e io sono contento di averla scampata anche se ora mi sembra di girare con una tuta da palombaro.
Il tempo gramo non mi disturba, penso salendo lentamente le scale, ora mi faccio un bel bagno per togliermi di dosso l’odore dei disinfettanti
e di sfiga ospedaliera. Che altro mi puo’ succedere?! Niente.
Ma al terzo piano qualcosa succede. La vicina rompina mi accoglie con un gelido sorriso mentre traffica con la serratura e mi chiede retoricamente: “La sai la novita’?”.
No, non la so, e non so se la voglio sapere.

La vicina ultimamente aveva dato segni di squilibrio, lamentandosi in continuazione per il fatto che non avessi imparato a volare e con il mio passo leggero la svegliavo. In due casi si era lamentata per il volume della televisione troppo alto (non ho la TV) e un mattino ho trovato pezzi di giornale sparpagliati sul pianerottolo (sto all’ultimo piano), forse frutto di una crisi di nervi, ma che potrebbero essere stati dispersi da un misterioso vento ascensionale.
Lo so che i nostri pavimenti sono di carta velina, ma come mai non si e’ mai lamentata per decenni e ora salta fuori con lamentele come se allevassi rinoceronti in soggiorno?! Tipico atteggiamento tedesco quello di scaricare la tensione sugli altri, per cui alla domanda “sai la novita’?” ho abbassato le palpebre a mezz’asta aspettandomi ingiunzioni del tribunale o richiesta di danni per rumori molesti.
“No, quale novita’?” ho ringhiato con voce baritonale.
“Ah, no allora non ti dico niente, non voglio rovinarti il Natale” – cinguetta lei richiudendo la porta e avviandosi per scendere.
“Lo hai appena fatto. Cosa e’ successo?”
Si arresta, si volta e non si fa pregare due volte, si vede che non vedeva l’ora di scaricare il suo fardello su altri malcapitati, su di me in questo caso:
“Il nostro stabile e’ stato venduto a Deborah” fa cadere lei la bomba, ma vedendo la mia faccia inespressiva mi chiede “sai chi e’ Deborah vero?”
“Ahem…no…”
“Es ist eine Scheisse Immobilien!” [non credo che serva traduzione]
“ah” – faccio io – “spiacevole” annuisco pensando piu’ alla mia flora batterica che a questioni immobiliari. La vicina si accorge che non ho accolto la notizia con il dovuto Pathos e trasformandosi in una bionda Enola Gay, scarica il “Little Boy” sul mio povero corpo-hiroshima:
“Hai presente WBG vero?”
La mia faccia ora genuinamente terrorizzata la riempie di soddisfazione e puo’ quindi tacchettare giu’ dalle scale, sollevata dal fatto che ora il fardello ce l’ho io.
[Deborah e WBG sono nomi fittizi che uso per riferirmi a sciagure reali. Uso pseudonimi perche’ in fondo sono un pavido.]

Rientro in casa e penso che in fondo una cosa del genere me l’aspettavo, era nell’aria. Del resto perche’ mentre monaco viene devastata da squali, stronze e puttani noi peones di un quartiere fighetto della citta’ avremmo dovuto essere immuni al fenomeno?!
Mi imbagno e mentre i vapori balsamici dell’essenza di cianuro che ho versato nella vasca spero che mi uccidano sul colpo faccio il punto della situazione.
Da anni sono in affitto, il canone e’ aumentato moderatamente, l’ormai vecchio padrone di casa era una assicurazione per impiegati pubblici che non ha mai rotto le palle…ora cambia tutto, ora siamo come un banco di sardine fra cui si e’ gettato un pescecane.
Infatti WBG, praticamente il fratello maggiore di Deborah e’ un gruppo immobiliare famigerato a Monaco e ultimamente si e’ guadagnato i titoli dei giornali per via di una mossa in cui e’ coinvolto il ministro bavarese delle finanze. Il ministro ha svenduto senza troppa pubblicita’ e al miglior offerente una migliaiata di appartamenti di proprieta’ pubblica giustificandosi con “E’ l’Europa che ce lo impone” (falso come un giuda traditore).
WBG ha comprato tutto in blocco per un tozzo di pane e la prima cosa che ha fatto e’ stata non rinnovare i contratti di affitto in scadenza, dilatare i tempi di risposta delle richieste di manutenzione spicciola (cambio lampadine, riparazione infissi, ecc.) e aumentare gli affitti dove poteva.
Oltre a cio’ ha introdotto pratiche terroristiche come l’invio di lettere in cui si annuncia una ispezione dell’appartamento per il giorno tot all’ora tot e se non si permetteva l’ingresso all’incaricato sarebbe scattato lo sfratto immediato in quanto “e’ nostro diritto controllare la proprieta'”: vero il diritto di controllare l’appartamento. Illegale
il fissare unilateralmente un’appuntamento che va sempre concordato. Spiacevole il tono intimidatorio.

Per mesi ho letto di queste storie orrifiche sui giornali e per mesi mi sono detto “se capitasse a me uscirei di testa, io sono un matto, sono venuto via dall’italia perche’ stavo diventando pericoloso per me e gli altri per via di questi atteggiamenti, cosa succederebbe se mi capitasse qua?!”. Et voila’.

Il bagno non mi ha rilassato per niente, mi rivesto e scendo in fretta, che la farmacia apre e devo prendere delle cose medicamentose.
Sulle scale ribecco la vicina in risalita che mi elargisce la seconda parte del fardello: “Sono preoccupata, sono molto preoccupata, faccio due lavori ma sono al limite con le spese. Se questi anche solo mi aumentano l’affitto di
100Euro io non saprei come fare e sai bene cosa vuol dire cercare casa di questi tempi”.
“Ma cosa possiamo fare?”
“Io ho gia’ contattato un amico che lavora nel consiglio di zona di Altstadt, mi ha gia’ detto che abbiamo l’appoggio del consiglio comunale, che questa vendita e’ sospetta, che i consiglieri dovevano essere informati delle trattative [l’assicurazione degli impiegati statali ha una grossa partecipazione pubblica] che non si fa cosi’ ecco”
“C’e’ speranza?!”
“Non lo so, ma il grosso problema e’ il vicinato. I tempi sono cambiati, c’e’ una brutta aria, pessima. Hai notato che non ci si conosce piu’, che non ci si parla piu’, che ognuno si fa i fatti propri? Come possiamo
lottare coesi contro Deborah, una immobiliare che ha gia’ ingoiato pesci piu’ grossi di noi?!”.
Io sono un nerd, un tecnico, io penso solo a soluzione tecniche e la butto li’:
“Sai, sono anni che pensavo di creare un gruppo Facebook che accogliesse il vicinato, proprio per tenerci in contatto. Che dici?”
“Ma e’ un’idea geniale!” fa lei per la prima volta con un sorriso “ma io non capisco una mazza di queste cose elettroniche”
“A questo ci penso io, avevo gia’ una mezza idea. Ho solo bisogno di qualcuno che mi corregga gli inevitabili strafalcioni in tedesco”
“Per quello non c’e’ problema”.

Scendo le scale, vado in metro’ e mentre aspetto il treno cellulo subito l’Architetta Jedi, sapendo che lavorava anche per l’assicurazione degli statali:
“Siamo stati venduti a Deborah!” le esplodo in faccia saltando i convenevoli.
“Alla fine e’ successo eh” fa le come se si aspettasse la mia telefonata.
“Ma…ma…tu lo sapevi?!”
“Diciamo che era nell’aria”
“E PERCHE’ NON ME L’HAI DETTO?!?”
“Non volevo farti preoccupare e poi magari si rivelava un pettegolezzo”
“diodiodio…e’ brutta come sembra?”
“manno’, manno’, bisogna vedere, dipende”
“Archie, e’ una immobiliare, questi vogliono fare i soldi!”
“Beh, si'”
“Questi se va bene ci alzano l’affitto!”
“Beh, si'”
“E se va male ci fanno vedere i sorci verdi!”
“Beh, si'”
“Abbiamo speranza ?”
“Beh, si'”
“MA NON SAI DIRE ALTRO CHE BEH SI?!?”
“Beh, no. Cioe’ dai non ti fasciare subito la testa, ci sono troppo poche informazioni, magari e’ solo un modo per investire nel mattone i fantastiliardi che hanno accumulato, forse non hanno nessun interesse a fare storie con gli inquilini, sono pur sempre spese legali”
“Archie, lo dici solo per farmi passare buone feste?!”
“Buon Natale Pilger”

Non e’ stato tanto un buon natale.

<continua>