Sorseggio la mia Weissbier (sono italiano in fondo) e osservo C. che sorseggia il suo Aperol Spritz (e’ tedesca in fondo).
Conosco la sua passione e quindi le chiedo: “Hai gia’ visto la mostra su Pompei  a Fuenfhoefe?”
“No, non ancora, ma ci andro'”
“Ovviamente non e’ niente di paragonabile con l’originale, ma meglio di niente comunque.”
“Non importa, mi piace tutto quello che riguarda Pompei, rimane il mio sogno di bambina.”
“Addirittura.”
“Si’ si’, mi e’ rimasto, sognavo di andare a Pompei.”
“Di solito i bambini sognano di diventare pirati, astronauti, di visitare posti esotici e irraggiungibili, qualcosa di impossibile.”
“Per me ERA qualcosa di esotico, irraggiungibile e impossibile.”
“In che senso?!”
“Io avevo la matematica certezza che MAI avrei potuto visitare Pompei.
Potevo sperare di vedere Samarcanda, Pechino, Cuba persino, ma io sono cresciuta con la convinzione che MAI avrei potuto visitare Pompei…a meno di intraprendere la carriera sportiva, ma per quello non avevo ne’ il talento ne’ la volonta'”.
“Caspita e poi?”
“Poi e’ caduto il muro di Berlino e ho cominciato a credereci, del resto Lipsia-Pompei non e’ un viaggio cosi’ lungo.”