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E’ vero sto scrivendo poco, non perche’ non abbia piu’ niente da dire, ma perche’ la vita si sta accorciando e le robe da fare prima di entrare nel sacello stanno aumentando.
Tra le tante cose di cui non scrivo, in particolare non scrivo della storia greca.
Il perche’ e’ ancora piu’ chiaro: ho gia’ scritto tutto il possibile, almeno dal lato tedesco.
Pero’ questa cosa la scrivo perche’ non so come si dice una cosa in italiano, cioe’ nemmeno in tedesco, non so proprio come esprimere il concetto.
Quando a scacchi si fa una patta, entrambi vincono, vuol dire che sono di forza eguale e si sono bilanciati, ci si stringe la mano ed entrambi sono, magari non contenti, ma almeno non abbattuti.
Ecco come si chiama quando invece tutti perdono?!
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Ci sono cose che abbiamo sotto il naso, magari per anni e che non notiamo.
All’improvviso queste cose si illuminano, o si muovono e attirano la nostra attenzione facendoci dare una manata in faccia: come ho fatto a non accorgermi?!
Monaco e’ costellata di queste cose visibilissime eppure invisibili. Possono essere svastiche sopravvissute alla cancellazione del passato o simboli esoterici lampanti come il sole eppure avvolti dall’oscurità o infine possono essere persone che sono sempre state li’, dove passiamo ogni giorno e che mai abbiamo notato, presi dalle nostre cazzate elettroniche o dal dialogo mentale che avvolge la coscienza nella nebbia.

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Ecco le 16 cose che fanno imbizzarrire i monacensi, come riportato
dal Muenchner Merkur. Ho fatto una libera traduzione e aggiunto i miei personalissimi commenti.
Cosa irrita i cittadini della citta’ dei monaci:
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“Hanno suonato, chiuditi nel cesso, svelto!”
Il ragazzo si muove lentamente, sparisce in bagno, fa criccrac con la serratura.
La donna si avvicina alla porta, aspetta un attimo, il tempo di trattenere le lacrime
e poi apre.
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Anche qui la guerra e’ finita, verso il 21 aprile e dopo un bombardamento a tappeto che ha completamente distrutto la citta’.
Vorrei ricordare e celebrare i partigiani tedeschi che hanno lottato contro il regime nazista, in solitudine o a fianco degli italiani, partigiani di cui ci si e’ dimenticati, morti anche nel ricordo e che non hanno un giorno dedicato.
Mi piace pensare che sia oggi.

Non sembra finire la lunga serie di psicodrammi che coivolge la Grecia e l’Europa tutta.
Il susseguirsi di colpi di scena con minacce, pianti e sbattimento di porte ci tiene tutti col fiato sospeso: come finira’ la serie? Morira’ la bellagnocca Grecia? E come faranno gli sceneggiatori a farla resuscitare la prossima serie? Si scoprira’ che era tutto un sogno? E come mai uno ha la sensazione di aver gia’ visto questo questo drammone? Beh, forse perche’ in effetti questo che vediamo e’ un remake hollywoodiano di una grande saga mandata in onda 180 anni fa.
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Della lunga serie Krimi della citta’ di Monaco si e’ scritto l’ultimo capitolo di un romanzo giallo che ha per protagonista Hugendubel, la libreria, di Marienplatz.
Hugendubel e’ stata uccisa con un colpo di pistola alle spalle.
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Fra tante brutture e sconfitte da parte del popolo bue, una cosa bella e una vittoria.
Si sa che Monaco e’ in preda di speculatori e oligarchi vari, di arraffini, immobiliari-squalo e politicanti inetti e collusi che poco fanno contro la stronzificazione dilagante. Sembra che ci si sia dati per vinti, che apaticamente si accetti una situazione e un insieme di regole aberranti come se fossero parola divina, come se cose come “legge di mercato” venga assuto come “legge fisica”.
Ogni tanto in fondo a questa cloaca appare un luccichio, un diamante caduto nella mota.
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Da quando ho chiuso i boccaporti mediatici italiani sto molto meglio, dormo meglio, ho la faccia piu’ rilassata e anche la pelle ha guadagnato in lucentezza e idratazione.
Ci sono casi pero’ in cui un oblo’ rimane aperto e se c’e’ mare mosso entrano degli schizzi.
Purtroppo non sono schizzi d’acqua.
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Una mia studentina torna da un viaggio in giro per il mondo e mi racconta una cosa pazzesca, tipo che quando diceva, con titubanza, di essere tedesca immediatamente veniva trattata come una principessa e si finiva a parlare di come la Germania rappresenta un esempio da seguire.
Particolarmente calorosi, dice la studentina, sono stati i messicani che si sentono in qualche modo vicini allo spirito tedesco dove le regole vengono rispettate e bla bla bla. Si’ proprio cosi’. Pensavo mi prendesse per i fondelli invece no. La studentina confermava che in effetti il messicano medio non e’ esattamente il tizio che dorme tutto il giorno sotto un sombrero, ma non e’ questo il punto. Il punto e’ che in quasi tutti i posti in cui e’ stata e per la prima volta, non ha dovuto sussurrare di essere tedesca. In Europa invece si’, e’ ancora e sempre di piu’ un tabu’.

Non insistero’ ulteriormente con la mia opinioncina su italiani, tedeschi ed europei in genere, ma rilevo che tutta la situazione sta lentamente degenerando…quindi e’ ottimale!
Infatti prima si incidono certi bubboni e prima si riuscira’ a far cicatrizzare una volta per tutte ferite millenarie.
Prendiamo per esempio l’ultima gradassata dei tamarri greci, quella della richiesta dei danni di guerra.
Sembra una cosa becera, appunto, ma ha delle grandi potenzialita’.
Non e’ dato sapere se lo sventolio prematuro della carta nazi sia stata una mossa ponderata oppure il frutto di un festeggiamento serale a base di Metaxa, ma sta di fatto che la mossa e’ stata fatta: invece di continuare nell’opera di denudamento del re e di tutti i re europei, si e’ deciso di denudare i tedeschi, tutti e 80 milioni.
Perche’ e’ di questo che stiamo parlando, della solita mossa dialettica, quella del “zitti voi, dopo quello che avete fatto”, mossa che sta lentamente perdendo di efficacia e che, a quanto pare, il resto del mondo non sta usando.
Pero’ ben venga anche questo, piu’ si usa la carta nazi anche per farsi togliere una multa per divieto di sosta e piu’ la carta diventa inefficace e si dovra’ inventare qualcos’altro.

Richiedere i danni di guerra ad un governo che e’ discontinuo rispetto al terzo reich ha poi delle divertentissime implicazioni.
Per esempio non mi risulta che l’Italia, erede morale e materiale dell’Impero Romano abbia mai risarcito i paesi occupati e conquistati.
Baiuvari, Svevi, Alemanni, Boemi, Belgi, Helveti e Gallame vario dovrebbero pretenderne di sesterzi da Renzi, che diamine!
O vogliamo parlare dei risarcimenti alle ex colonie? Eh se ne dovrebbero scucire di Regie Lire…
Tutta la materia e’ affascinante, il diritto internazionale e’ una cosa buffa e incomprensibile tanto quanto l’economia.
Scurdammoce o passato quindi e pensiamo al presente, per esempio all’invocazione quasi quotidiana di un “Piano Marshall per la Grecia”.

Prima pero’ vorrei fare un riassunto degli eventi, giusto per vedere se ho capito bene.
Dunque vediamo…proviamo a partire dagli inizi del 2000, quando si e’ introdotto l’euro.
Qui in Germania, fra il pueblo, si era tutti eccitati per la novita’ ma anche preoccupati per l’abbandono del Marco, simbolo di prosperita’ e ricostruzione tedesca. Inoltre, particolare preoccupazione destava l’introduzione “secca” dell’euro, senza doppia circolazione e senza l’obbligo, come in altri paesi del nordeuropa, dell’esposizione dei prezzi nei negozi nelle due valute. Morale: in poco tempo 1 marco = 1 euro e la Mass di birra e’ quindi passata dai 5-7 marchi ai 5-7 euro.
Insostenibile, ma per l’europa questo e altro e poi zitti che la cina incombe…
Parallelamente il rafforzamento della valuta in germania e la riduzione del costo del denaro in altri paesi d’europa ha creato un bel capitaletto, investito piu’ o meno bene a seconda del carattere dei paesi. Ma veniamo alla parte divertente.
Banche tedesche hanno cominciato ad elargire denari per (per esempio) cementificare la spagna e industrie tedesche hanno corrotto funzionari greci (per esempio) per vendergli costosissime tecnologie.
Tutti sapevano che erano investimenti folli, garantiti solo dal dogma che “le banche non possono fallire” e quindi l’andazzo era coperto da vari governanti.
Poi il giocattolo si e’ rotto.
Dopo essere andati a braccetto, corrotti e corruttori, per quasi due decenni ora sono tutti litigati: i creditori vogliono i loro sporchi soldi e i debitori rispondono con una curiosa espressione greca che ho di recente imparato: “potete scorreggiarci sui coglioni”.
Il discorso e’ chiaro: banche, industrie, ditte, imprenditori e vario squalame non hanno un’etica e non sono tenute ad averla, l’etica e’ patrimonio della gente, dei popoli. Quello che lorsignori vogliono sono i quattrini e quelli devono saltare fuori, non importa da dove, possibilmente da dove notoriamente saltano fuori i soldi: dalle tasche della povera gente. Ecco quindi la retorica degli affamatori e degli affamati che non distingue fra il panettiere di Augsburg, l’operaio di Mannheim o il finanziere col culo in Odeonsplatz a Monaco. Parallelamente non si distingue fra lo scaricatore del Pireo e il corruttissimo funzionario di Atene.

Ho capito giusto?! Se ho capito giusto torniamo al Piano Marshall.

Il Piano Marshall era un progetto di investimenti a favore della ricostruzione dell’Europa dopo la II guerra mondiale e l’armonizzazione dei suoi apparati produttivi.
Lungi dall’essere una “Cassa del Mezzogiorno” italiana, il grano del piano marshall non doveva finire a sopperire le contingenze, ma a ricostruire le parti produttive e le infrastrutture. Per controllare che tutto cio’ avvenisse venne creata la “Organization for European Economic Cooperation (OEEC, in italiano OECE)” organismo tecnico che doveva proprio controllare e “spingere” i vari paesi a pensare al futuro e non alla fame del momento. Parte del piano prevedeva visite di imprenditori e governanti europei a industrie e istituzioni americane per imparare come si mandava avanti la baracca.

Come i vari statisti da tastiera tendono a dimenticare, il Piano Marshall non ci e’ venuto “aggratis”.
In cambio dei denari i funzionari inviati da Washington hanno spinto, preteso e ottenuto che si instaurasse in Europa una vera economia di mercato, introducendo concetti fino a poco tempo prima sconosciuti tipo “libera impresa”, “spirito imprenditoriale” e “tutela della concorrenza”. Possiamo discutere se sia stato un bene o un male, ma sta di fatto che tutto il sistema economico Europeo e’ stato progettato a Washington e a culo le sovranita’ nazionali.
Ovviamente sia la perdita del conflitto che i denari americani ci hanno legati a doppio filo con gli USA e ancora oggi se si squittisce impazziti perche’ “Berlino decide tutto”, si cade in muto silenzio quando viene menzionata la vera verita’, cioe’ che “Washington decide tutto”.

Detto questo veniamo al Piano Marshall invocato per la grecia e con la germania nel ruolo degli usa.
Prima di tutto una banalita’: la Grecia non e’ stata rasa al suolo come la Germania da una guerra. La Grecia, non e’ stata bombardata e non ci sono state truppe di occupazione. La Grecia ha truccato i conti, ha dimenticato nei sottoscala (letteralmente) la documentazione per richiedere i risarcimenti di guerra, se n’e’ sbattuta di dotarsi di un sistema fiscale moderno e in pratica se n’e’ sbattuta di tutto. Ma non facciamogliene una colpa, essere dei coglioni purtroppo non e’ ancora un delitto.
Per semplicita’ quindi diremo che la Grecia e’ stata distrutta dai greci.
Quindi ben venga un Piano Marshall tedesco, ma con la creazione dell’equivalente dell’OECE di cui sopra dove funzionari tedeschi controlleranno dove esattamente finiranno i denari, se per ricostruire il paese o nelle solite tasche.
Come nel piano marshall originale, governanti e imprenditori greci faranno dei corsi in Germania per imparare come si applicano le regole e come si martellano i trasgressori.
Inoltre il territorio greco verra’ occupato da truppe del Finanzamt e caserme della finanza germanica verranno sparpagliate per tutta l’ellade cosi’ che evasori e truffaldini subiscano il destino che subisce qualsiasi peone tedesco quando manca di pagare anche un solo euro di tasse.
Per ultimo la politica di Atene verra’ decisa veramente a Berlino e i contribuenti tedeschi avranno grossi sconti sull’utilizzo di caicchi e spiagge mentre Washington dovra’ accontentarsi delle basi militari.
Come gesto di immensa gratitudine i greci potrebbero aprire filiali di Syriza in tutta la germania, potrebbero rianimare con la corrente elettrica il corpo morto della Linke e potrebbero finalmente scoperchiare il bidone di liquame europeo in cui galleggiano assieme liberisti, conservatori e socialistame vario mostrando finalmente al volgo, lettore di Bild, repubbliche, corrieri e tutti gli altri fogliacci mentitori chi sono i veri aggressori e chi sono gli aggrediti.

Si potra’ dire che tutto cio’ e’ un indecenza, che la Grecia e’ uno stato sovrano e che, come ho detto, non c’e’ stata una guerra e che uno dei principi fondanti dell’Europa e’ la solidarieta’.
Ebbene ora mi contraddico: c’e’ stata e’ c’e’ una guerra.
La guerra non si combatte piu’ con cannoni e moschetti, ma con transazioni finanziarie e a colpi di valuta. Ebbene la Grecia se non la guerra ha appena perso una sequenza di battaglie e se ora invoca la sovranita’ popolare e denuncia il trattamento poco equo dei cosiddetti vincitori non si puo’ far altro che citare Benno, uno del nord: “Vae victis!”

Basta cosi’ e si’, oggi e’ proprio lunedi’.

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