Entra proprio quando sto appoggiando le labbra per il primo sorso di Weissbier, il migliore.
Attraversa la sala facendo svolazzare la gonna non troppo lunga e facendo venire il torcicollo ai signori maschi per lo scatto con cui voltano la testa. Conosco il loro gusti: troppo magra per i magrebini presenti, decisamente troppo magra per gli africani neri, decisamente troppo giusta per gli autoctoni e i caucasici in genere.
Si accascia sullo sgabello a fianco al mio sbuffando un “eccomi”, come se la stessi aspettando.
In effetti non e’ che l’aspettassi, diciamo che me l’aspettavo anche se oggi speravo in una tregua.
Invece eccola, splendente, col sorriso che rischiara il locale e che instilla la rugosa domanda negli avventori maschi: “che ci fa una cosi’ con uno cosi’?!”.
Io so benissimo cosa fa: mi scassa le balle.
Troppo giovane per essere vera (nel senso di se’ stessa, non nel senso di reale) e quindi interessante e troppo attraente perche’ ella si possa interessare per scopi riproduttivi ad un vecchio pellegrino imbolsito quando invece potrebbe intortare qualsiasi rampollo, ricco e scemo, della Monaco bene.
No, niente ambiguita’ fra noi: da quando e’ riuscita a scoprire dove mi rifugio ogni martedi per del sano alcoolismo solitario, ha deciso che devo essere il suo mentore, rovinandomi entrambe, alcoolismo e solitudine.
In cambio ottengo l’eternita’.

“Allora di cosa vuoi parlare oggi?” le chiedo rassegnato saltando i preamboli.
“Dei PACS tedeschi, ne ho sentito parlare.”-  viene al dunque lei aggiustandosi gli assurdi stivali da domina, quelli in pelle che arrivano una spanna sopra al ginocchio.
Con quel gesto vezzoso e inutile fa sbavare un paio di tizi e mi chiedo perche’ faccia cosi’, forse colleziona bava di tizi.
“mmm i pacs…non e’ che sia molto preparato sulla materia” – metto le mani avanti.
La bella ha deciso che io la devo indottrinare su vita, morte e miracoli di Monaco e prima che lei finisca il dottorato in non so quale branca dell’antropologia o della biotecnologia o della nanorobotica o di quello che e’. Vuole imparare tutto o quasi della citta’ per motivi suoi che non mi ha mai detto e ben sapendo che fra poco si togliera’ di torno.
In cambio mi promette favoline da mille e una notte da qualsiasi angolo di mondo in cui andra’ a fare danni.
Mi sembra uno scambio equo.

“Vediamo…i PACS, i Pacte civil de solidarité in francese, i Patti civili di solidarieta’ in italiano e la convivenza registrata, Eingetragene Lebenspartnerschaft, in Germania. Che c’e’ da dire? Introdotta nel 2001…”
“Da cosi’ tanto?!”
“Beh, si’ piu’ o meno da quando hanno legalizzato la prostituzione, strana coincidenza vero? Comunque, introdotta quell’anno li’.
Non equipara esattamente la convivenza al matrimonio, pero’ permette tutte le cose importanti: sgravi fiscali, prendere un cognome comune, estensione della cassa malattia ed applicazione dei diritti di cittadinanza, sostegno reciproco anche dopo l’eventuale separazione e bla bla bla.  Ah si’ la coppia non puo’ adottare minori, ma puo’ adottare i figli naturali o adottati del partner”.
“Non possono adottare?! E perche’?!” sgrana gli occhioni verdi la bella mentre con fare civettuolo si passa le mani fra i capelli rosso fiamma e facendo svenire altri due astanti.
“Beh, no…sai adozione e coppie gay sono ancora un tabu’, forse per le coppie lesbiche e’ aperta la discussione ma comunque…”
“E adesso cosa c’entrano le coppie gay?!”
“Eh?! Ah si’, ho dimenticato il particolare, i PACS tedeschi valgono solo per le coppie omosessuali.”
“COSA?!”
“Beh, si’…” sorseggio la mia birra, aspettandomi il bonus.
Il bonus e’ quello che viene dopo che ho soddisfatto le curiosita’ pratiche della ragazza, e’ il dibattito e’ l’opinionismo ed e’ la vera rottura di coglioni.
Come tutti i giovinastri la figliola e’ una paolotta terribile, che nemmeno le mie suore alle elementari erano cosi’ bacchettone.
L’ultimo tafferuglio l’abbiamo avuto sulle pratiche nudiste a Monaco, pratiche che la leggiadra considera oscene salvo poi andare in giro vestita come una troja.
“Cioe’ tutto quello che mi hai detto vale per i gay e…”
“Per le coppie omosessuali, non solo i gay”
“…e non per le coppie normali?!” conclude lei la frase sgranando ancora di piu’ gli occhi.
“Non so cosa intenda tu per normali, ma questi pacs qui non valgono per le coppie etero.”
“Bella discriminazione! E gli etero come fanno?!”
“Si sposano.”
“Ma…ma…non e’ giusto!”
“Non e’ giusto che gli eterosessuali si sposino?!” inzigo io che so gia’ come andra’ a finire.
“No, non e’ giusto che ci sia questa differenza!”
“Ah guarda sfondi una porta aperta, infatti si vuole proprio introdurre l’istituzione del matrimonio per tutti, che siano omo, etero o tutte le sfumature in mezzo, ma sai, siamo in Baviera”
Mi guarda la bella, come se avesse di fronte a se un polipo che tenta di finire la sua weissbier, poi attacca col bonus:
“Ma a te sembra giusto?!”
“Mi sembra giusto cosa?”
“Che i gay si sposino?”
“Non sono solo i gay anche…”
“HAI CAPITO!”
“sssh che urli?! In che senso mi sembra giusto?! Mi sembra bello, Mi sembra bello che due che convivono e che si vogliono bene abbiano dei riconoscimenti.”
“Io ti ho chiesto se ti sembra giusto.”
Ho capito dove vuole andare a parare. Cazzo, non e’ la prima volta che mi capita un giovinastro paolotto e pure fascio…ora devo solo decidere se farle un favore e spezzarle le nocche con le mie argomentazioni oppure lasciare questa persona intatta nelle sue convinzioni e tirare per la mia strada, attendendo che qualcuno un giorno finalmente spezzi le mie di nocche, con argomentazioni solide e un pensiero robusto e coerente. Provo a sondare.
“Non ho idea di cosa tu intenda per giusto o sbagliato, mi sembra che sia una cosa naturale che quando due vivono assieme e…”
“Ecco, l’hai detto! Naturale! Ti sembra una cosa naturale che una coppia sterile abbia dei diritti come una coppia che genera dei frutti?!”
Le mie nocche diventano bianche, butto a mare tutte le meditazioni zen e decido di spezzarla. In fondo essere venuta ad affettarmi le gonadi nel mio rifugio settimanale e’ un atto di coraggio che merita di essere remunerato.
“Ho detto ‘naturale’ per intendere ‘logico’, ma a quanto ho capito tu intendi ‘legato alla natura’. Ebbene, io fossi in te eviterei questa strada, rischi di romperti le corna.”
“Ahah no dai, spiegami questa, voglio vedere come ti spezzi tu le unghie arrampicandoti sugli specchi e dimostrando che l’omosessualita’ e’ una cosa naturale”.
Ma questa e’ pazza…eppure e’ una laureata, sta finendo il dottorato, e’ in cima alla piramide evolutiva, sembra un essere senziente, riesce a fare dei collegamenti logici eppure quando si toccano certi argomenti sembra arrivata da una comunita’ amish.
“Immagino che tu sia nata e cresciuta’ in una grande citta’” – le chiedo anche se so gia’ la risposta.
“Sono di Roma si.”
“Ecco. Immagino che tu l’animale piu’ selvatico che abbia conosciuto in citta’ sia la pantegana.”
“…”
“No, perche’ se tu fossi vissuta in campagna avresti conosciuto l’omosessualita’ fra animali ben prima dell’accoppiamento etero: galline che si montano a vicenda, vacche che simulano il coito fra loro, tori che si ingroppano gli un con gli altri, cagnolini che si trombano gambe eterosessuali di umani e conigli che copulano come conigli con qualsiasi cosa gli capiti a tiro delle pelvi.”
“Stai svicolando. Io sto parlando di esseri umani e del fatto che la coppia costituita da un uomo e da una donna e’ la cosa piu’ naturale possibile”.
Sento la pressione sistolica che aumenta e mi chiedo che infanzia abbia avuto questa ragazza per giungere a conclusioni cosi’ categoriche. Eredita’ della famiglia sicuramente, sempre quella, la classica famiglia etero-cattoborghese-del-quartiere-bene che si sforza di mantenere apparenze di rispettabilita’ e magari mette al mondo figli omosessuali o, peggio, comunisti.
Guardo l’ora e decido di finirla subito qui, voglio andare a casa.
“Senti…quando parliamo di esseri umani, la parola ‘naturale’ e’ totalmente fuori luogo, perche’ gli esseri umani come li intendiamo oggi sono INNATURALI in praticamente tutti i loro aspetti. Nelle nostre vite non c’e’ quasi nulla di naturale. Ce n’e’ cosi’ poca di natura nelle nostre societa’ che garantire diritti ad una coppia omosessuale forse e’ la cosa piu’ naturale, nel senso di logica, la cosa piu’ umana che si possa fare.
Se parli di ‘naturalita’ nessuno di noi, ne’ io, ne’ te, ne’ nessuno dei qui presenti e’ mai stato ‘naturale’”.
“In natura i figli si fanno fra uomini e donne” – sentenzia la ragazza.
“In natura i figli si CONCEPISCONO fra uomini e donne e il concepimento e’ solo un aspetto del normale sviluppo di un essere umano.
Vuoi parlare di riproduzione umana all’insegna della natura?! Sicura? ok, parliamone. Allora parliamo di come tu te ne vai in giro innaturalmente vestita.
Con tutti questi vestiti addosso i maschi in eta’ riproduttiva non possono stabilire se tu sei un partner sessuale affidabile. Per esempio non mostrando i seni non si capisce quanti anni tu abbia.”
“Ma che dici?!”
“Dico che le dimensioni dei seni sono un elemento fondamentale per stabilire l’eta’ di una femmina: piu’ sono grossi, sodi e puntano al cielo e piu’ la femmina e’ vicina all’eta’ ideale per avere prole. I seni piccoli non vengono ritenuti attraenti perche’ non permettono di stabilire l’eta’ della femmina, visto che anche in una donna vecchia i seni piccoli stanno su.
Poi vediamo…nel tuo caso mostri allegramente le gambe e quindi tutti i qui presenti sanno che non sei portatrice di rachitismo, mentre il bacino stretto fa capire che avrai difficolta’ a partorire, per contro…scusa fa vedere…ecco si’ i glutei sodi e decisamentre tridimensionali comunicano a tutti noi maschi in eta’ fertile che potrai reggere il peso del feto in gravidanza. E sto parlando solo della fase prima del concepimento, della fase in cui si cerca un partner sessuale. Veniamo al dopo.
Dopo essere stato partorito l’essere umano e’ un invalido e ha bisogno di cure parentali, cure che non possono essere fornite solo dalla madre, esausta o magari molto naturalmente morta, ma deve intervenire tutta o in parte la tribu’.
Le nostre famiglie mononucleari composte di madre, padre, pargolo e bilocale sono la cosa piu’ innaturale che esista.
La naturalita’ e’ una famiglia allargata dove madre, nonna, sorelle, zie, cugine, ma anche fratelli zii, nonni, ma persino lontani parenti o vicini di casa vivono nella stessa comunita’ e si occupano dei piccoli.
Naturalita’ e’ allattare al seno per fornire calore, ossitocina e anticorpi.
Naturalita’ e’ premasticare il cibo e infilarlo fra le labbra dell’infante e naturalita’ e’ svezzare l’umanotto con tutto quello che capita, non solo con gli innaturali vasetti che compri in un innaturale supermercato.”
Ormai sono partito con la mia filippia e non mi fermo:
“Quando l’umano naturale e’ adulto la sua naturalita’ non finisce.
Naturalita’ e’ mangiare poco e spesso tutto cio’ che si trova oppure strafocarsi di carne fino a scoppiare ben sapendo che poi seguiranno giorni in cui non si troveranno gazzelle.
Naturalita’ e’ crepare di infezione prima dei 3 anni e naturalita’ e’ togliersi dalle palle tra i 30 e i 40 anni, periodo per cui sono stati progettati i nostri corpi.
Naturalita’ e’ vivere circondati da amici che vivono nella stessa grotta per vincere la paura della notte, e’ dormire quando fa buio e vegliarsi quando c’e’ luce non quando lo dice la sveglia.
Naturalita’ e’ non depilarsi mai per mantenere il calore corporeo e non lavarsi mai per non coprire l’odore dei ferormoni, indicatori del nostro stato, sia di salute che riproduttivo.
Naturalita’ e’ voltarsi per guardare le proprie feci per capire se contengono parassiti, e’ assaggiare la propria urina per stabilire scompensi ormonali ed epatici e naturale e’ spulciarsi a vicenda per stabilire un contatto tribale tramite l’ossitocina.
Naturalita’ e’ anche accoppiarsi fra i 12 e 14 anni, quando iniziano le mestruazioni ed e’ naturale farlo ogni 11 mesi per le donne, mentre e’ naturale per gli uomini farlo sempre, da quando iniziano le polluzioni fino a quando si ottiene un erezione ed e’ naturale farlo con qualsiasi femmina che si ritenga idonea alla procreazione.
La monogamia e’ innaturale, come lo sono i vaccini, gli antibiotici, la cottura del cibo, il riscaldamento, la cosmetica, la medicina e qualsiasi attivita’ umana che interferisca con i quattro grandi pilastri della nostra vita: sopravvivere, mangiare, trombare e schiattare.
Quindi non venirmi a parlare di cosa e’ naturale o cosa non lo e’, perche’ tu con il tuo cazzo di iphone che hai tenuto in mano tutto il tempo, con i pastrugni che ti metti in faccia, le tue pillole anti-baby e i tuoi cibi ipo-questo, iper-quello e minchia-free sei la massima rappresentante dell’innaturalita’ di questo mondo innaturale.”
“…”
“…”
“Pilger con te non si puo’ mai parlare.” – sorride di traverso la soggetta.
Mi alzo, mi infilo la giacca, lascio i tre euro e cinquanta della weissbier e mi incammino:”Ecco brava, spargi la voce”.

Si’ anche questa volta mi sono divertito.