Son li' nella mia tranquilla pigrizia post-epifanica quando mi arriva un
messaggino minatorio: "non mangiare le uova e nemmeno il pollo e nemmeno il maiale!".
Capisco subito a cosa si riferisce il provvido messaggio e apprezzo la preoccupazione. Poi vado di la' e per reazione mi faccio due uova in camicia.

Mi stavo giusto chiedendo come mai il prossimo scandalo paurifero tardasse cosi' tanto, visto che il ritorno della febbre maiala non se l'e' cagato proprio nessuno, nemmeno dopo  che ci ha lasciato le penne un bavaro…
Invece adesso, e finalmente, la squagia* viene alimentata da uno spauracchio ancestralissimo, quello della sofisticazione alimentare, che abbiamo da quando un improvvido scimmiotto ha defecato per sbaglio sulla cena facendo venire il cagotto a tutta la tribu' di scimmiotti.
Cosa sia successo sembra che si stia chiarendo solo ora.
Pare che la rinomata (ma brutti bastardi!) ditta di acidi grassi Harles & Jentzsch abbia fornito dei grassi inquinati da diossina, grassi venduti a pollifici e maialifici per integrare i mangimi. La rinomata ditta sta nello Schleswig-Holstein, un Land che e' piu' Danimarca che Germania: una garanzia di marcio dal 1602
Il portavoce della ditta non e' in grado di spiegare come sia finita la diossina nei mangimi.
Innanzitutto il portavoce dovrebbe spiegare, prima che lo si appenda per le palle, cosa ci faccia un acido grasso nella catena alimentare di un volatile. Secondariamente dovremmo venire a sapere dove la rinomata si procura i grassi per farli diventare acidi e che lo facciano molto in fretta visto che ormai per quella ditta di acidi son rimasti solo i cazzi. Infatti si e' stabilito che se la rinomata ditta ha venduto a pollifattori e maiallevatori dei grassi industriali spacciati per grassi mangimiferi (costano il doppio) raddoppiando cosi' il profitto, questo non e' cosi' grave. Avvelenare la gente se c'e' di mezzo il profitto e' peccato veniale.
Peccato mortale invece e' aver evaso il fisco e per questo gli scroti dei dirigenti verrano trasformati in originali abatjour.

Ovviamente in Germania e paesi confinanti si sta scatenando la psicosi: crollo del consumo di uova e pollame e modesta riduzione di quello del porcello (animale sacro al teutone). Ogni uovo in casa viene vagliato e io non ho potuto esimermi: le mie due ovette col loro codicillo si sono rivelate essere state deposte da galline tedesche ruspanti sul terreno invece che in gabbia, seppur non libere di scorrazzare e provenienti dalla Sassonia. Questo dovrebbe avermi messo in allarme e invece no, perche' il problema riguarda fattorie della Bassa Sassonia mentre la Sassonia che dovrebbe stare in alto dovrebbe essere immune visto che la diossina va verso il basso. O no?
Comunque, mentre sodizzero' le due ovette e me le mangero' con la maionese, vorrei tranquillizzare tutti: siamo spacciati.
Si' perche' uno potrebbe pure smettere di mangiare uova e polli, ma sta di fatto che le uova indiossinate sono in circolazione da mesi, almeno dallo scorso marzo e soprattutto uova e prodotti avicoli sono DAPPERTUTTO, persino nella carta igienica. Ovviamente vale anche per prodotti suini e bovini e mi chiedo a sto punto dove pensino di vivere i vegani…

Quindi cosa possiamo fare noi, penultimo gradino della scala alimentare (l'ultimo e' il prione della mucca pazza) ?!
Niente, che vogliamo fare? La storia delle sofisticazioni alimentari e' vecchia come il mondo, si dice infatti che la famosa mela non fosse proprio Bio e l'intossicazione non ci e' ancora passata.
Noi di qua delle alpi possiamo solo confidare nella magistratura tedesca, ovviamente comunista e nell'ondata di suicidi che solitamente si verifica quando questi delinquenti travestiti da imprenditori vengono colti con le mani nel sacco, come e' successo per il caso della carne marcia di qualche anno fa.
Un'altra cosa che si potrebbe fare e' cambiare questo sistema schifoso, no, non tutto che sarebbe troppo comunismo, ma quello che si basa sulla autoregolamentazione del mercato. Infatti pare che tutti gli scambi fra ditta bastarda, allevatori, grossisti, dettaglianti fossero basati sulla fiducia, tipo:
"sono sicuri questi mangimi?"
"certo"
"ah, ok"

"Sono sicure queste uova?"
"certo"
"ah, ok"
e cosi' via fino a noi che non possiamo nemmeno chiedere, ci mangiamo la merda industriale senza nemmeno poter chiedere se e' merda buona o magari inquinata da qualche bacca selvatica.

Io personalmente invece sono tranquillo, sono sopravvissuto alla diossina di Seveso, al nuclide di Chernobyl, al vino con l'anticongelante, a varie carni marce e pesci mercuriati per non parlare della verdura plastificata. L'uovo alla diossina sara' un sollievo per un fegato gia' martoriato da chimicume vario e dalle troiate che leggo.
Buona frittata a tutti!



*"Paura" nella lingua insubro-occidentale.