E’ vero sto scrivendo poco, non perche’ non abbia piu’ niente da dire, ma perche’ la vita si sta accorciando e le robe da fare prima di entrare nel sacello stanno aumentando.
Tra le tante cose di cui non scrivo, in particolare non scrivo della storia greca.
Il perche’ e’ ancora piu’ chiaro: ho gia’ scritto tutto il possibile, almeno dal lato tedesco.
Pero’ questa cosa la scrivo perche’ non so come si dice una cosa in italiano, cioe’ nemmeno in tedesco, non so proprio come esprimere il concetto.
Quando a scacchi si fa una patta, entrambi vincono, vuol dire che sono di forza eguale e si sono bilanciati, ci si stringe la mano ed entrambi sono, magari non contenti, ma almeno non abbattuti.
Ecco come si chiama quando invece tutti perdono?!

I temerari che hanno letto i lunghissimi post non si saranno certo sorpresi dell’assurdo epilogo delle trattative greco-tedesche.
Chi si e’ fidato della mia parola si sara’ ricordato dei Rechthaber, di quelli che hanno sempre ragione e si schiantano contro i muri perche’ hanno ragione ed e’ il muro che non avrebbe dovuto essere costruito li’.
Sono note poi le disavventure del contribuente in suolo germanico, quando ha a che fare col finanzamt. E cosa ci si aspettava dal capo supremo del Finanzamt?! Flessibilita’ e comprensione?!?
Sapranno infine, i lettori del bloggino, che il tedesco medio ama essere intortato bene, ama che gliela raccontino e se ha la sensazione di essere preso per i fondelli reagisce male. Inoltre il tedesco medio e’ mitridatizzato e quindi immune alle swastike e al rimaneggio costante del passato: se siamo belli ci tirano le pietre, se siamo brutti ci tirano le pietre, quindi ci facciamo i cazzi nostri, tanto sempre pietre sono, almeno ci guadagnamo.

Da tutta questa brutta storia quindi poche sorprese, solo amarezza.
Tutte, e dico tutte, le previsioni fatte si sono avverate e tutte le analisi si sono mostrate realistiche.
I tedeschi e i loro gorvernanti hanno perso un’altra occasione storica. Alla fine Merkel si e’ rivelata per quello che Kohl aveva sempre detto, una ragazzina. Arroccata su posizioni puramente consone alle logiche interne ha tenuto duro, facendo godere l’opinione pubblica e il lettore-bild in particolare anche se l’ultima mossa da 80 miliardi non e’ stata presa bene. Nessuna mossa a sorpresa, nessuna rivoluzione, nessuna genialata tipo Brandt o esplosione emotiva tipo Kohl, niente, solo una grande figura di merda.
Quindi confermata la sensazione di un popolo tedesco isolato al suo interno, circondato come sempre da muri di incomprensione e disprezzo e nevrotizzato dal solito meccanismo refrigerante che rende tutto immobile: se fai qualcosa sei un nazista invasore, se non fai niente sei un irresponsabile anzi sei responsabile della catastrofe.
Se si volesse aggiungere surrealta’ al surreale si dovrebbe ricordare che la Germania e’ il paese piu’ europeista d’europa, figuriamoci gli altri.
Quindi tutti gli stereotipi sono stati confermati: tedeschi oppressori, greci campioni mondiali di chiagnofottismo, italiani espressioni geografiche, spagnoli prossimi agnelli sacrificali e greco-italici con la corrida, francesi fifoni, britannici teste di cazzo, e via stereotipando.

Alla fine abbiamo perso tutti, tuttissimi, non ce n’e’ uno che abbia vinto, se non forse Lorsignori (si’ si sono guadagnati la maiuscola, chapeau) che hanno visto i propri interessi salvaguardati se non ingrassati.
Noi tutti peones abbiamo perso, siamo ritornati indietro di decenni.
Se uno apre la botola posta sopra la maleodorante cloaca della rete lo sente subito il lezzo emanato dalle pance della gente: commenti la cui violenza e’ superata solo dall’ignoranza che li genera.
Ma se ci si aspetta violenza e ignoranza dalla plebe, meno attesi sono i commenti becerissimi di chi ha gli strumenti per comprendere la realta’: economisti, filosofi, ricercatori, intellettuali, scienziati, cervellonissimi che si lasciano andare a sparate che farebbero arrossire parrucchieri, tassisti e frequentatori del circolo degli arsaghitt.
Se l’intellighentsia e’ in grado di sparare puttanate gigantesche, come ci si puo’ aspettare buonsenso dalla ggente, piu’ avezza alle scie chimiche che ai meccanismi economico sociali?!
Siamo messi male, malissimo, mi sembra di essere tornato ai primordi della migrazione, quando mi facenvano battutine sceme, perche’ ancora avevo attaccato in fronte lo stereotipo dell’italiano gigione e mancatore cronico di parola.

“Sai cos’e’ la grecia?” mi chiede un professionista, uno di quelli che ha clienti col “von” e guadagna come 10 di me.
“Dimmi” faccio io rassegnato.
“L’italia senza Milano! ahahah!”
“…”
“Capisci no? Senza Milano ahahah!”
“…”
“eh, eh…grecia no? il resto d’italia no? sei…sei di milano no?”
“Si’ diciamo di si”.
“Ecco appunto, si lavora no a Milano?”
“Si’…si lavora, pure troppo, se non si lavorasse cosi’ tanto sarebbe come Monaco”
“…”

Non ce la faremo mai a fare l’Europa con queste barzellette.