Non e’ mai prevedibile ciò che si trova quando, per le note necessita’ natalizie si torna nel paese dell’amore.
L’ultima volta, si era ben prima di Natale in effetti, ci avevo trovato un clima incomprensibilmente più rilassato, che mi ha  fatto pontificare sull’effetto taumaturgico della crisi e delle mazzate in capo sull’umore dell’essere umano.
Forse complice lo stress natalizio questa volta ci ho trovato cupezza, la solita cupezza di sempre, ma con una venatura amara che si sta allargando sempre di più.


Tutti i miei interlocutori mi hanno parlato di declino, ma e’ sempre la solita storia, il solito declino il cui fondo non si vede,  un po’ come quell’illusione auditiva per cui il tono aumenta sempre e invece non e’ vero. Si’ dai, questa.
Solo che qui il tono va sempre in basso ma non arriva mai al fondo. Anche il paese dei cachi e dell’amore declina, declina, ma il fondo mai lo tocca anche perché non si capisce quale sia il fondo e chi lo definisce. Per esempio per me il fondo si e’ toccato nel ’94, da quel momento in poi e’ stata tutta trivellazione e si sa che trivellando salta su il fango.

Nelle mie apparizioni natalizie ho incontrato sia rappresentanti della testa, intellettuali spessamente e volontieramente autodefinitesi di sinistra e ho incontrato testimoni della pancia, che si proclamano di destra anche quando non lo sono.
Solo due persone che dovrebbero mostrarmi l’opinione del cuore si sono affacciate e il loro quasi muto silenzio mi ha spaventato.

La testa intellettuale, i cosiddetti studiosi ed eruditi mi hanno ribadito quello che ormai e’ un mantra, solo che si e’ passati alla sintesi: la Germania ogni 50 deve distruggere l’europa ed e’ quello che sta facendo. Amen.
Ovviamente io, come in ogni incontro di balone che si rispetti sono automaticamente diventato un tedesco a tutti gli effetti, se non altro perché siedo nella curva sbagliata.
Di fronte ad uno sproloquio che mi e’ fin troppo noto la mia nuova strategia e’ stata quella di annuire e tacere.
Funziona, almeno sul mio sistema nervoso.
La personcina ammodo pero’, presente ad una di queste discussioni, non si e’ ancora adeguata alla nuova condotta meditativa e ha tirato fuori una perla che chissà da quale ostrica e’ stata estratta: anche se i tedeschi accettassero di avere più flessibilità, quali garanzie avrebbero che gli italiani userebbero questa opportunità per risollevarsi e non per continuare il magnamagna di sempre, questo anche alla luce dei nuovi eventi di mafia capitale?!
Colpo basso, specie per il riferimento alla mafia, pero’ l’attimo minuscolo di silenzio che e’ succeduto alla domanda retoricissima significa che una breccia nelle dure teste di questi pseudo-intellettuali si e’ formata. Poi e’ ripartita la filastrocca:
“non avete scelta, se non sarete flessibili farete una brutta fine.” Posizione ben scema e che ho avuto già modo di smontare qui in questo spazio virtuale, ma che oltralpe e nel reale ha sempre grande successo.
E’ per curiosità che in altra occasione con altri cervelloni economici che ho aperto uno spiraglio nel mio guscio zen e ho sperimentato un’altra arma dialettica che ho sviluppato in questo blogghino.
Interrompendo malamente il mio interlocutore che già pontificava su anschluss tedesca e strategie inflazionistiche ho fatto cadere il sasso e ho sentenziato apoditticamente: “l’economia e’ una scienza sociale, tu della società tedesca non sai proprio nulla ed e’ per questo che hai sempre cannato tutte le analisi e non sei in grado di fare una previsione sulla Germania.”
Bum! Ancora quell’attimo di silenzio magico seguito poi da una pioggia di nocchini che pero’ non mi hanno fatto nessun male, anzi, sono chiari testimoni che il missile qualche maceria l’ha provocata.
Le finto-discussioni con questi signori dalle grandi teste e dai culi piccolissimi mi lascia sempre con le labbra secche.

Molto più sugose sono le diatribe con i Signori della Pancia che non si lasciano abbindolare dalla dialettica e vengono subito al sodo:
“Come affrontate voi in Germania il problema islamico?”
Io qui ho sempre difficoltà di presa sul selciato, scivolo subito e bilancio i borborigmi con dati tutti mentali:
“Non abbiamo un problema islamico, gli islamici sono una percentuale minima della popolazione tedesca e solo una percentuale ancora più bassa si rifanno ai salafiti (che allah possa incendiare le loro barbe) gli altri si fanno i fatti propri.”
I miei due interlocutori panciuti si guardano increduli mentre io insisto.
“Il PEGIDA, il movimento patriottico contro l’islamizzazione dell’occidente, raccoglie migliaia di persone ogni lunedì a Dresda, un posto dove i mussulmani sono più rari dei politici onesti nel parlamento italiano. Ci hanno provato a Monaco a fare una manifestazione poco prima di natale, ma data la scarsa adesione e’ stata cancellata. Invece la contro-manifestazione ha raccolto 12.000 persone, rendendomi orgoglioso della mia città.”
Che ai signori pancio-pensanti non ho detto e’ la presenza di alcuni commenti sulla sueddeutsche, del tono :
“Quei 12.000 rappresentano meno dell’1% della popolazione moncense, la maggioranza e’ rimasta a casa”.
A leggere il commento mi si sono rizzati i peli del collo: alla fine l’infezione berluschina ha varcato le alpi, vediamo se abbiamo gli anticorpi giusti per neutralizzarla.
Pero’ coloro che danno sfogo alle emozioni mi sparano una cosa che non mi aspettavo, che mi lascia ammutolito e come si sapra’ non mi capita spesso.
“Hai visto ieri piazza pulita?” mi chiede uno degli emotivi.
“Si’ mi e’ capitato” E’ una trasmissione sulla 7 e ieri parlava dell’arrivo dei disperati dal continente africano, con ogni mezzo e con ogni motivazione, dalla fuga per questioni di guerra o di fame a quelle di realizzazione personale.
Nessuna storia era facile. Mi preparo al contraccolpo, mi preparo a snocciolare i numeri sulla percentuale di profughi accolti dalla Germania e dal fatto che sia profughi che migranti illegali in italia non ci vogliono stare.
Mi tengo pronto con le gravi violazioni dei diritti umani commessi a Ceuta e Melilla, dalla UE quindi e carico la mia bordata contro il governo italiano criminale nel migliore dei casi e mafioso nel peggiore.
Invece vengo atterrato:
“Sai quanti sono gli immigrati siriani che arrivano in italia?” – ah ecco, parliamo dei siriani
“ahem…prima di tutto non sono immigrati, sono profughi e inoltre non vogliono…”
“Sai quanti sono?”
“n-no…non di preciso, migliaia direi”
“Si’ sono migliaia e sono tutti mussulmani”
“Beh non e’ detto, il 10% dei siriani sono cristiani e…”
“In maggioranza sono mussulmani”
“Si’ ok, magari e’ così ma qual e’ il punto?”
“Perché vengono in italia?! L’italia e’ un paese cristiano.”
“Prima di tutto l’italia e’ un paese laico inoltre come ho detto vogliono andare in europa dove…”
“Perché non se ne vanno in Arabia Saudita?”
“Eh? in che senso?
“Perché non vanno nei paesi arabi? Perché non vanno in egitto, in Arabia Saudita, a dubai, nel qatar, nel kuwait? Sono paesi islamici, possono vivere la loro religione in pace, sono paesi straricchi che potrebbero dar da mangiare a tutti i profughi del nordafrica e hanno molto spazio.
“Beh non credo che nel deserto…”
“Sono stra-ricchi! possono costruire palazzi nel deserto!
I Signori del Tratto Intestinale, non si lasciano distrarre dalla mia retorica e ribattono, come riportato nel servizio, che e’ gente che disprezza la nostra cultura decadente e immorale ma apprezza il nostro rispetto per i diritti umani.
Ammetto di non avere argomenti, mi informero’.
Pero’ la discussione vira, ritorna sulla situazione italiana e lorsignori mi dicono altro di molto più brutto e con insospettabile franchezza calano, letteralmente, la bomba:
“C’e’ una brutta aria, prima o poi scoppierà una guerra qui.”
Io sposto tutta la mia coscienza in alto, verso la sfera intellettuale per neutralizzare quello che ho appena sentito:
“Ma guerra chi? e contro chi? e per cosa? o contro cosa?”
Pare che funzioni e mi si dice che “così non ce la si fa più, che il tappo saltera’”
Mi tranquillizzo, la cosa la sento da anni e mi permetto di dire che chi potrebbe fare una rivoluzione, di quelle brutte, sono i giovani quelli che ormai non hanno più niente da perdere e i giovani non hanno nessuna intenzione di farla, sia perché la maggior parte dei giovinastri sono anestetizzati dalle proteine, dai grassi idrogenati e dai vari cloroformi elettronici, sia perche’ chi avrebbe le capacita’ per rovesciare il tavolo preferisce andarsene piuttosto che bruciarsi i peli del culo per un popolo universalmente noto per la sua ingratitudine e per la scarsa memoria.
La cupezza dei miei amici aumenta, annuiscono, dicono “e’ vero, speriamo che quelli che rimangono si stanchino presto e imbraccino il fucile”.
Speriamo di no, dai, ci si fa male.

Gli unici due interlocutori cardiaci mi chiedono come va da me, se la crisi e’ arrivata e che aspetto ha, ascoltano attentamente e alla fine arrivano alla sintesi, che poi non e’ cosa nuova per frequentatori di questo spazio: ci stanno tutti prendendo per il culo.
Sono io che annuisco e mi chiedo come si possa fare per far parlare tutti i sintetizzatori del mondo e farli unire in una giusta battaglia contro i veri nemici dell’essere umano, la disumanità portafoglica che lascia un buco nell’anima immediatamente riempito da spiritualità falsa e bugiarda, velenosa come fango putrefatto.
Non trovo risposta e mentre scrivo queste poche righe la sala di aspetto al mio gate si riempie di giovinastri ridanciani, che non si capisce se se ne vanno per pochi giorni in barba a qualsiasi crisi da telegiornale o se se ne vanno per sempre, unendosi al club dei traditori.
Spero solo che il vento americano, quello che fa impennare il pil ci porti un po’ di tregua, raffreddi queste braci, poi a mente fredda potremo discutere il da farsi.