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“Non si muova Pilger, stia immobile qualche secondo, poi apra lentamente gli occhi”
“mfadfjklglk”
“Non tenti di parlare, faccia come le ho detto.”
“…”
“Ecco, ora provero’ a metterla in posizione seduta, aspetti ancora qualche minuto e poi puo’ provare a parlare”
“…”
“Come si sente?”
“bn…bene…quando siamo?”
“ahem…non si arrabbi ma…e’ il 18.11.2016″
“CRISTO!”
“Non faccia salire repentinamente la pressione, c’e’ una ragione per cui l’abbiamo svegliata cosi’ presto”
“Spero…che…sia…una…buona…ragione”
“Questo non sta a me dirlo, io le ho detto solo che c’e’ una ragione”
“Deve essere un’OTTIMA ragione…<coff coff> siamo 84 anni in anticipo, ho pagato fior di soldi per essere svegliato nel 2100!”
“Non si preoccupi in sala visite c’e’ una persona che la attende, una bella donna devo dire.
Io non conosco i dettagli, ma ha parlato di qualcosa di importante che giustifica il suo risveglio. Tipo un referendum”.
“Io la ammazzo!”

Succhio con fatica una broda calda con una cannuccia di plastica, intanto mi massaggio l’alluce destro
e penso ai depliant che dicevano che il processo di scongelamento era indolore. Indolore un cazzo, mi fa male l’alluce e sono scosso periodicamente da brividi. Diciamo che non siamo andati troppo avanti con la tecnica criogenica via.
“Quattro mesi, anzi meno di quattro mesi! Il mio ultimo post e’ del 26 luglio. Dovevo essere in ibernazione per 84 anni e tu mi hai fatto svegliare adesso! Per cosa poi?! Per questa puttanata!”
“E’ importante” – fa sta zoccola – “si tratta del futuro del paese”.
E’ bellissima come sempre, quattro mesi non l’hanno cambiata per nulla e io nella mia follia le avevo dato la delega a disporre delle mie spoglie nel caso fosse andato male qualcosa o a risvegliarmi per questioni urgenti.
Cerco di cambiare argomento per non pensare a quel corpo nel fiore degli anni:
“Quale paese?”
“Come quale paese, il tuo no? l’italia” – ridacchia, sa che non me ne fotte niente di qualsiasi paese del mondo e l’italia sta verso la cima della classifica di quelli di cui mi fotte di meno, poco sopra la Birmania.
“Ti dovrei strangolare a mani nude, ma non ho le forze. Il Dr. Müllergastfriedhofmayerpatig ha detto che comunque e’ importante un primo scongelamento per testare le procedure, e’ solo per questo che sei ancora viva”.
“Si’ anch’io ero curiosa di vedere se sopravvivevi al congelamento, anche se 4 mesi sono pochini.
Beh ora che sei qui puoi dare un’occhiata al motivo per cui ti ho fatto svegliare. C’e’ un referendum, come italiano all’estero hai diritto a votare per posta. Ecco la scheda.” – mi porge un foglio rosino, per il momento vedo solo due quadratoni che immagino contengano il si’ e il no, poi lentamente il quesito si mette a fuoco:

” REFERENDUM COSTITUZIONALE
Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”

“Che cazzo c’e’ scritto? Mi aspettavo che la lingua italiana sarebbe cambiata in 84 anni, ma non in 4 mesi.
E poi…com’e’ la storia che non mi ricordo piu’? Se dico si’ e’ no e se dico no allora e’ si’?”
“Quello e’ per il referendum abrogativo, qui devi decidere se approvi la riforma o no.”
“E che ne so io, facciamo che va bene e mi rimettete a dormire.”
“Eh no, non e’ cosi’ semplice, non eri tu quello del voto consapevole, del consenso informato, del cittadino cosciente, quello della patente di voto?! Ecco studia. Ti faccio dei quiz e poi ti do la penna per votare” – mi porge un fascicolone che prendo con mani tremanti e faccio cadere sul pavimento.
“Sei sempre stata tanto crudele quanto bella.”
“Lo so.”
Si alza ed esce dalla stanza fluttuando sui tacchi. In 4 mesi di congelamento non ho perso il gusto di guardare culi femminili in movimento.

Mi rassegno, avevo fretta di finire nel cilindro criogenico e non ho avuto tempo di dichiararmi apolide. Quindi studio.
Prima le cose facili: via il CNEL e va bene, qui siamo d’accordo.
Poi mi leggo gli articoli della costituzione in originale e subito dopo quelli cambiati e qui mi perdo subito.
Il linguaggio e’ farraginoso e criptico. Non e’ un buon segno. Proseguo e cerco di capirci qualcosa, mi faccio una vaga idea.
Col computer dell’istituto mi collego ai social per sapere cosa ne pensano gli amichetti e questo e’ il primo segnale di quello che sospettavo: anche questa volta, come le altre volte, come sempre, stiamo parlando di altro che non sia la politica. Stiamo parlando di balone.
E’ ovvio che pochi hanno letto i testi. E’ ovvio che pochi (tra cui io) ne hanno compreso a fondo motivazioni e implicazioni. E’ altrettanto ovvio che nonostante questa scarsa comprensione le opinioni sono accese e categoriche, come in un derby appunto. Pessimo segno.
Escludo gli opinionisti da Crodino e mi sparo dei video di espertissimi che mi  convincono alternativamente: sembra che tutti abbiano ragionissima. Quindi chi ha ragione?

Lei si fa vedere due giorni dopo, con tacchi sempre piu’ alti, gonna sempre piu’ corta, capelli sempre piu’ rossi e occhi sempre piu’ verdi:
“Lo confesso, sono stata felice di averti fatto svegliare con la scusa del referendum, mi mancavi.”
Grugnisco di soddisfazione e di stizza
“Sei giunto ad una conclusione?” -  mi chiede facendo finta di non notare il gonfiore dei pantaloni.
“Si’”
“Posso conoscerla?”
“Si’, ho concluso che sei una testa di cazzo.”
“Non c’e’ bisogno di offendere.”
“No no, senza offesa, lo dico con serenita’ e non prenderla sul personale non sei sola: siete, anzi siamo via, un popolo di teste di cazzo. Un popolo di egoisti, di menefreghisti, di stupidi, di inetti e, appunto, di teste di cazzo. Piu’ preoccupati di far del male al nostro vicino che ci sta sulle balle che di fare del bene alla comunita’”.
“Quattro mesi di freezer ti hanno peggiorato l’umore Pilger.”
“Lo spero bene.”
“Insomma si’ o no?”
“Come dicesti due giorni fa: non e’ cosi’ semplice. Fammi fare un paragone.”
“Ommadona i soliti paragoni.”
“Esatto. Immaginiamo di esserci definitivamente rotti i coglioni di questi computer che rallentano ad ogni update, si incastrano periodicamente, si riempiono di virus e in definitiva ci avvelenano la vita. Immaginiamo che venga fatta la proposta di passare da un linguaggio ad oggetti con cui viene scritta la maggior parte dei programmi ad un linguaggio funzionale. Immaginiamo che dopo mesi di discussione fra esperti venga fatta una proposta da mettere al vaglio degli utilizzatori di computer. In fondo e’ il nostro interesse no? Usiamo tutti i computer no? Non possiamo fregarcene. Ebbene cosa voteresti? Si’ all’adozione di un linguaggio funzionale o a rimanere a quello ad oggetti?”
“Non saprei, non ho capito nemmeno una parola di quello che hai detto.”
“Appunto, e’ una questione molto tecnica. Immagina di documentarti bene, di leggere il pro e il contro, di studiarti tutto. Cosa voteresti?”
“Ma che ne so! Se si passa al linguaggio funzionale migliorano le cose?”
“Esattamente. E’ questo il punto: no, non migliorerebbero le cose o meglio non e’ detto,  perche’ se e’ vero che il linguaggio con cui e’ scritto un programma e’ importante, e’ ancor piu’ vero che il buon funzionamento di un software la fa un sacco di altri fattori: la qualita’ dei requirements, il design, la qualita’ del codice, i test, il marketing, ecc…ecc…”
“Puoi venire al dunque e tornare al referendum? Si’ o no?”
“E’ ininfluente.”
“Eh?”
“E’ esattamente come il software. Se tui hai una ditta di SW dove ci lavora il 90% di teste di cazzo, gente incompetente a fare i dirigenti, gente che passa la giornata a smantellare il lavoro dei colleghi per fargli fare brutta figura, gente corrotta che si fotte il materiale, gente che ruba dai cassetti, gente che scioglie moglie e figli di colleghi nell’acido per interesse, ecco in una ditta del genere se cambi il linguaggio di programmazione perche’ i prodotti non funzionano, anche se adottassi un linguaggio moderno cambierebbe qualcosa?”
“…”
“Ora, la situazione e’ questa: tu mi fai svegliare dal mio sonno per esprimermi sui cambiamenti di una costituzione che e’ stata adottata alla FINE di un processo, alla fine di una guerra civile. Una costituzione fatta da gente selezionata da bombe e da stenti. Gente non necessariamente buona, ma sicuramente non stupida, perche’ in guerra gli stupidi sono i primi a morire.
Questa proposta di riforma invece e’ fatta all’INIZIO di un processo, un processo di cui non si sa nulla, ma si sa che e’ condotto da corrotti e inetti. Gente indagata, gente con forti interessi di lobby, gente stupida che non riesce nemmeno a produrre un volantino con un link che funzioni, figuriamoci se da’ fiducia nel riscrivere la carta costituzionale”
“Quindi voti no? Perche’ e’ questo che dicono chi si oppone alla riforma, non importa se e’ buona e’ fatta da criminali. Quindi e’ questione di reputazione e voti no?”
“Non ho detto questo: ho detto che non importa chi vinca, se il si’ o il no, qualsiasi sia il risultato non sparirebbero i mali che affliggono l’italia: mafia, corruzione, disgregazione sociale, regressione culturale che porta al tasso di analfabetismo piu’ alto al mondo e che quindi rende qualsiasi consultazione popolare una farsa.”
“Ma qualcosa bisogna pure fare!”
“Decisamente, ma come sempre ‘fare qualcosa’ e ‘fare quello che serve’ sono cose diverse. Qui si sta facendo qualcosa, che non e’ quello che serve”.
“Eccoli il benaltrismo. il problema e’ sempre un’altro eh? E cosa serve?”
“Ma sono io quello congelato o sei tu? Il problema non e’ sempre un altro, e’ sempre quello. Cosa serve?! Combattere la mafia sul territorio, rendere la vita quotidiana impossibile ai corrotti, far saltare i ripetitori di una televisione disgregante e rincoglionente, ricostituire gli spazi di aggregazione, tornare a far vergognare gli analfabeti.”
“Quindi se’ e’ tutto inutile, se e’ ininfluente non voti?”
“Sbagliato, ho gia’ votato e ho spedito la lettera.”
“Posso sapere cosa hai votato?”
“No, perche’ non lo so nemmeno io.”
“Che cazzo stai dicendo adesso?”
“Come ti ho detto il risultato di questa consultazione e’ ininfluente: se vince il Si’ non ci sara’ nessuna rivoluzione culturale, non si cominceranno a pagare le tasse, i mafiosi non finiranno in gabbia e le scuole non verranno ristrutturate. Se vincera’ il No gli investitori non scapperanno dall’italia (sempre che ci siano), non ci sara’ nessuna stagnazione economica che gia’ non ci sia e non ci sara’ nessun declino che gia’ non ci sia e il paese continuera’ a funzionare come adesso.
Quindi ho lasciato decidere all’Universo, l’unica entita’ ipercosciente.
Mi sono procurato due contatori geiger nanoscopici a cui ho inserito una minuscola porzione di una sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l’evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un nano-relais di un nano-martelletto che rompe una minuscola fiala collegata ai dispositivi. Ho inserito questi due dispositivi, invisibili ad occhio nudo in corrispondenza delle caselle SI e NO della scheda elettorale. Ho spedito tutto.
Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che la scheda e’ lasciata in bianco se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica avrebbe votato o Si’ o No o entrambe annullando la scheda. La funzione Psi dell’intero sistema porta ad affermare che in essa la scheda bianca, la scheda con il Si’, la scheda con il No e la scheda annullata non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso.”
“Tu sei tutto matto!”
“Io eh?! E ora, se non ti spiace…io me ne tornerei a dormire, e’ un vero peccato che io conoscero’ l’effetto di questo sacrissimo referendum e tu no.”
“Pilger, posso chiederti un ultimo favore?” – mi si avvicina, mi abbraccia, gli occhi sono umidi, le labbra dischiuse, i suoi seni mi premono il petto il suo inguine aderisce al mio.
“d…dimmi…”
“Prima di tornare a dormire, potresti fare il post sull’Oktoberfest criminale?”
“Sei una meravigliosa testa di cazzo!”