Ci sono due posti al mondo dove vorrei andare quando ho voglia dichindol
stare da solo: il deserto di Atacama e il metro’ di monaco nell’ora di punta.
Il deserto di atacama e’ il deserto piu’ deserto del mondo, roba che quello del sahara sembra una foresta amazzonica. Li’ non ci sono esseri viventi, zero, nulla.
Il metro’ di monaco nell’ora di punta e’ pieno di esseri viventi, pero’ non c’e’ mai nessuno. I corpi ci sono, ma le coscienze no, sono risucchiate dentro scatolette luminescenti.

Quando ancora non c’erano tutte ste troiate elettroniche capitava che in metro’ qualcuno ti rivolgesse la parola, una cosa che a milano sarebbe costata la vita all’importunatore. Invece ogni tanto qualcuno mi chiedeva che libro stessi leggendo, le vecchiette facevano commenti sul tempo e i giovinastri tendevano l’orecchio per capire quale idioma si parlasse con l’amichetto di turno. Ogni tanto vedevo nascere improbabili amicizie dopo la richiesta di un fazzoletto di carta e altrettanto improbabili amori per un urto maldestro.
Poi la desertificazione.

E’ stata una cosa repentina, dopo che una nota ditta produttrice di cazzate elettroniche ne ha messa in commercio una che come idea esisteva da due decenni, ma loro ti han fatto credere che eri piu’ figo degli altri se ce l’avevi.
Cosi’ in metro’ sono apparse le solite fighette monachesi interallacciate ad uno scatolo piatto tenuto in mano in bella vista al quale erano collegate cerebralmente tramite dei fili bianchi che si inserivano nei dotti auricolari.
Gia’ la fighetta monachese non e’ propensa alla socialita’ dato che ne fa una questione di accoppiamento e si sa’ che la fighetta si accoppia o con altri fighetti o con mostri dal borsellino ipertrofico. Sta di fatto che le fighette monachesi sono state le prime a sparire dal mondo reale, presenti solo col corpo.
Quasi immediatamente sono state seguite dai rampantini, giovani benvestiti e che probabilmente trovavano troppo frufru’ i cavetti bianchi. Infatti la loro coscienza e’ stata risucchiata da scatoli neri tramite cavetti neri. byebye.
Tempo due anni la popolazione metropolitana e’ sparita, lasciando in pegno questi corpi cavettati e ondulanti al ritmo di misteriose musiche.
Ogni tanto qualcuno di questi ultracopri, grazie ad un volume da aviogetto, lasciava trapelare il suono ipnotico che li rapiva ed era una sequenza monotona di piccipiccipicci-piri-pippicci che non si capiva se stessero ascoltando musica o la registrazione lavori di movimento terra.

A sopravvivere rimanevano esseri audioprivi che guizzavano in giro lo sguardo temendo di ritrovarsi improvvisamente soli. Ogni tanto qualcuno di loro si isolava dal resto del mondo ficcando il naso fra le pagine di un libro. Io ero uno di questi e il massimo della mia socialita’ era sbirciare le copertine altrui e tentare di memorizzare l’espressione del lettore e il titolo del libro.
Le tavolette si sono portate via pure loro.

Prima di tutto sono arrivate le tavolette telefoniche, quelle che pilotavi con le impronte digitali. Esseri dal pollice ipersviluppato da anni di SMS sui tastini hanno dovuto fare fisioterapia e corsi di recupero per riprendere ad utilizzare anche l’indice, ora indispensabile per spostare finestrelle, ingrandirle o ridurle.
Anche le cornee hanno dovuto essere rieducate, perche’ le tavolette hanno cominciato a permettere di vedere lungometraggi o di leggere libri.
Il colpo di grazia, il meteorite fra i dinosauri, il diluvio universale che ha spazzato via ogni forma di vita cosciente, e’ stato dato dai videogiochi per gli smartfon.
Oggi ogni bipede senziente, una volta entrato in metro’ cede la propria coscienza a questi piccoli monoliti sparluccicanti e desertifica il resto del mondo. Dopo l’apparizione dei videogiochi portatili non e’ rimasto piu’ nessuno, quasi piu’ nessuno.
Gli ultimi rimasti sono stati portati via dai lettori di e-book.

Io per anni ho snobbato questi nerd che preferivano una tavoletta dallo sfondo grigiastro ad un sano libro cartaceo, profumato, rugoso e pesante. Mi faceva incazzare il fatto che non si potesse vedere cosa stesse leggendo il passeggero di fronte e per intuirlo dovevo estroflette un bulbo oculare e cercare di leggere poche righe o l’intestazione. Insopportabile.
Poi quella lenta transizione delle pagine quando si premeva un tastito…orribile. Inoltre c’era un dizionario disponibile? Si’ ma solo monolingua, inutile per leggere libri tedeschi. Certo sarebbe stato comodo pero’…nonono mai mai mai avrei capitolato…si ma…se si potevano comprare libri a basso prezzo…no mai!
Per scrupolo ho scritto ad uno di questi venditori di e-reader dicendogli, non comprero’ mai uno dei vostri lettori…a meno che non riduciate il tempo di transizione delle pagine e installiate un dizionario tedesco-italiano…comunque mai vi comprero’ il lettore!
Quasi mai.

Va bene ho ceduto. Dopo aver scoperto che era disponibile una migliaiata di e-books di quelli che dico io mi sono arreso.
Dopo aver preso in prestito un chindol vecchissimo dalla mia organizzazione e aver passato le festivita’ a leggere fantascienza, ho deciso che alla transizione lenta delle pagine ci si puo’ abituare.
Ho fatto un po’ di melina per decidere i modelli poi, dopo attenta valutazione ho deciso come faccio sempre. alla cazzo.
Sono andato in citta’, sono entrato nel magazzino figo e ho detto: mi dia quello. “Quale?” ha fatto il commesso “Questo a poco prezzo che fa quello che deve fare o questo costoso con l’inutile 3G e cazzi e mazzi vari?”
“Mi dia quello con tutto!” ho urlato io accecato dalla bramosia libraria.

L’oggetto e’ un bell’oggetto devo dire e la cosa eccitante e’ che ci posso ficcare 3000 libri e il peso e’ lo stesso.
Mi sono sciroppato due librini cosi’ come se niente fosse e la cosa ganza e’ che uno di questi l’ho finito proprio nel deserto metropolitano. Solitamente avrei dovuto portarmi un librino di riserva oppure ritornare nel mondo reale insieme ai pochi sopravvissuti, invece no, ho subito riattaccato con un altro librino che avevo salvato oppure avrei potuto scaricarne un altro.
Gia’…scaricare…

Ho preso un chindol in germania e questo piccoletto, appena attivata la rete si e’ subito attaccato al seno letterario di amazon.com
Dopo aver finito il secondo librino e in piena estasi da 3G ho comprato un altro librino in italiano per la modica cifra di 5.99$, si’ dollari.
Non volendo piu’ pagare in quell’orrida valuta mi sono letto le istruzioni e ho visto che potevo attaccarmi ad amazon.de. Detto e fatto.
Finito il terzo librino sono stato informato di un’offerta di amazon.it, che metteva a disposizione un romanzo con Maigret per pochi Euro. Mi sono attaccato ad amazon.it con gli euro in mano e…”il libro non e’ disponibile nel suo paese di residenza”. Come non e’ disponibile? Non scherziamo.

Invece e’ proprio cosi’, essendo residente in germania, non posso scaricare roba da amazon.it, solo da amazon.de o al massimo da amazon.com.
Una fuorviante scrittina su amazon.it diceva “ti sei trasferito all’estero? Cambia settaggio e quindi paese”. Allo stesso modo dava la possibilita’ di agganciarsi ad amazon.it fornendo un indirizzo italiano.
Ho scritto ad amazon.de chiedendo se la cosa fosse possibile e fosse legale e mi e’ stata data una inutile risposta in cui si diceva “se sei residente in germania non puoi scaricare contenuti da amazon.it”
“Si’, ma il sistema lo permette. E’ legale?”
“non puoi attaccarti ad amazon.it”
Stufo di risposte meccaniche ho provato lo stesso,ho fornito l’indirizzo del fratello e il sistemone ha grugnito contento.
Quindi ho proceduto allo scaricamento di libri gratuiti e all’acquisto (acquisto eh? con sganciamento di euri) di libri italiani.
Dopo due giorni mi e’ arrivata una lettera del signor amazon.it in cui mi si diceva “abbiamo visto che hai comprato da amazon.it, ti sei trasferito all’estero? Se ti sei trasferito all’estero non puoi farlo, invece se eri temporaneamente fuori dall’italia allora mandaci un fax con un documento che attesti la tua residenza nel paese dell’amore”.
Sono impazziti?!

Ho scritto prontamente una lettera sarcastica in cui ipotizzavo la mia residenza a 10km dal confine italiano e in territorio austriaco. Mostravo come, se mi fossi recato al Brennero a comprare libri, questo sarebbe stato legale, sarebbe stato legale anche farmi spedire libri dall’italia pagando un botto di spese di spedizione, ma il fatto di scaricare libri elettronici a limitato impatto ambientale, questo non e’ legale.
Il signor amazon.it mi ha risposto con una lettera meccanica dicendo che per questioni di diritti non potevo fare via elettronica quello che spostando il corpo potevo fare benissimo.
Rispondevo a mia volta molto incazzato invitando il business team a rivedere le loro strategie, visto che in germania ci sono ufficialmente circa 500.000 italiani, possibili acquirenti di libri.

Da tutta la vicenda, dai toni delle risposte ho imparato una cosa: in questa cazzo d’europa ancora pochi si rendono conto che la gente si sposta. Gia’ quando ti colleghi ad un sito nazionale ti viene offerta solo la lingua del posto, senza tener conto che uno puo’ abitare nel posto A, ma parlare la lingua del posto B. Poi c’e’ l’assurdita’ dei diritti….non volete farmi leggere i vostri libri solo perche’ il mio culo sta al caldo in germania?! infilateveli nel…secchio della spazzatura i vostri librini.
Attualmente c’e’ una fracassata di libri gratuiti in giro per la rete, per me il signor amazon e tutti gli altri tagliatori di foresta amazzonica possono sparire.
Ecco, l’ho detto e adesso, dopo aver caricato il chindol con 5000 libri gratuiti, mi chiudo in un bunker sotterraneo pieno di cibo e attendo la prossima fine del mondo. Addio, e’ stato bello. Cioe’ quasi.