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Il vagone dell’U3 e’ semivuoto, strano, a quest’ora c’e’ sempre parecchia gente che torna dall’olympia einkaufszentrum…boh…
Per una strana associazione di idee decido di cambiare posto, di mettermi in fondo con le spalle al senso di marcia. Nel caso di un arresto brusco del treno ci si fa meno male. Gia’ ma perche’ ci dovrebbe essere un arresto brusco?! Un deragliamento…un guasto…qualcosa.
Oh dio che pensieri…sara’ la stanchezza. Ora salgo in casa e anche se e’ venerdi’ mi faccio un solo giro di aperitivi, mangiucchio e vado a letto senza troppi convenevoli che domani e’ una giornata pesante, devo fare gli straordinari dell’arte marziale.
Entro nella magione e la Personcina Ammodo e’ li’ che spippoleggia con la tavolozza elettronica. Poggio la borsa, tiro due bei sospironi e lascio in liberta’ la mutanda, divisa ufficiale dell’inizio del weekend.
“Mio nipote e’ impazzito” esordisce la Personcina.
“Che ha fatto?”
“Mi ha mandato un messaggino chiedendomi come sto”
“Avra’ bisogno di qualcosa, oppure ha finalmente capito come si fa ad ereditare”
“ahah scemo…comunque si’ e’ strano, forse ha bevuto…no aspetta anche Francesca mi chiede se stiamo tutti bene…e’ successo qualcosa”.
Pianto li’ tutto e socchiudo la finestra internettica, solo uno spiraglio perche’ ho paura di venire travolto. E infatti la finestra si spalanca “terrorismo, attacco, morti, OEZ, mobilitazione,…”.
Il mio WE di tutta tranquillita’ e’ una delle povere vittime di questa follia.
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Da quando calco le bavare terre ho visto crollare parecchi tabu’ tedeschi. Alcuni futili come l’esposizione di badierette germaniche sulle macchine o la pubblicazione di libri umoristici sul baffetto, altri piu’ seri come l’abbandono del marco, l’intervento militare tedesco all’estero o la sparizione delle tette dalla prima pagina della Bild.
La notte di capodanno e’ stato corroso senza che crollasse definitivamente un altro tabu’ tedesco, quello che impediva di dire ad un branco di pezzi di merda (in gergo tecnico “criminali”) nordafricani che sono un branco di pezzi di merda nordafricani.
Per voi, alla ricerca di dove vengono prodotti questi stronzi, mi immergo nei visceri di una citta’ a me sconosciuta, mi introduco nei suoi intestini, faccio una Coloniascopia appunto.
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kotz

Migliaia di stranieri e di autoctoni si sono organizzati, si sono riuniti in un posto ben preciso, si sono ubriacati e hanno molestato sessualmente le donne.
No non sto parlando dei tristi fatti di Colonia, ma di una normale edizione dell’Oktoberfest.
In olimpico ritardo (o in crasso anticipo sul 2016) pubblico le favoline poliziesche sull’oktoberfest, edizione 2015.
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Paurismo
Salve vi ricordate di me? Sono quello che una volta scriveva a raffica su Monaco, la Baviera, la Germania e la Galassia in genere. Sono anche quello che sosteneva che la maggior parte delle sfighe di questo pianeta sono una ciclopica presa per il culo. Ecco, ne sono ancora convinto e dopo i bagordi di capodanno e aver visto che la citta’ dei Monaci ha guadagnato le prime pagine dei giornali europei la mia certezza e’ solida: c’e’ un complotto mondiale fatto da ricchissimi pagliacci che realizza scherzi macabri a nostre spese. Speriamo che muoiano dal ridere.
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“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia”

Karl Kraus

Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa di Volkswagen appena si fossero calmate le acque, ma le acque non si calmano, anzi si stanno agitando sempre di piu’.
Il problema e’ che accanto al gorgo volkswagen si e’ formato quello di Deutsche Bank…no, col cazzo, non si e’ formato, c’e’ sempre dal 2008, ma l’ipnosi di massa ha impedito di vederlo.
Ma andiamo con ordine, prima Volkswagen (VW).
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La papessaLa situazione stava gia’ cambiando, fin dal mondiale balonico tedesco si vedeva qualcosa di strano, poi e’ precipitata con la questione greca e solo pochi giorni fa si e’ ribaltata, in modo inaspettato.
La Germania e il suo popolo hanno sempre suscitato sentimenti forti e quasi mai indifferenza. Tali passioni non si spiegano vista la quasi totale mancanza di comprensione per questo paese…o forse la mancanza di interesse deriva proprio dalle passioni.

Quante volte ho detto certe cose? Infinite, ma ultimamente sto ricevendo le pezze d’appoggio per giustificare i miei sproloqui.
Fino a quest’estate tutti, ma proprio tutti quelli che sanno a malapena indicare la Germania sulla cartina erano convinti dei propri stereotipi: Germania prevaricatrice, soffocatrice dei Greci, intransigente, rigida, inflessibile e, ovviamentissimo, con il vizietto passato che proprio non passa.
Inutile ragionare, distinguere fra governo e popolazione, fra paese e peones, fra media beceri e bugiardi e giornali seri. Inutile mostrare che c’e’ una guerra, ma fra poveri, mica fra paesi. Tutto inutile: o sei di qua (fra i buoni) o sei di la’ (fra i cattivi). Io ovviamente, solo per questioni di residenza sono sempre e comunque fra i cattivi.
Poi il ribaltone.
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Fin dai tempi di Ludovico I Monaco si vanta di essere “la citta’ italiana piu’ a settentrione” e non a torto: architettura, composizione sociale, tendenza al godimento, effettiva vicinanza al bel paese fanno sentire i monacensi piu’ vicini all’italia che alla prussia.
Da lunedi’ hanno un motivo in piu’ per sentirsi uniti alle sorti del paese degli ulivi e dei cachi.
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E’ vero sto scrivendo poco, non perche’ non abbia piu’ niente da dire, ma perche’ la vita si sta accorciando e le robe da fare prima di entrare nel sacello stanno aumentando.
Tra le tante cose di cui non scrivo, in particolare non scrivo della storia greca.
Il perche’ e’ ancora piu’ chiaro: ho gia’ scritto tutto il possibile, almeno dal lato tedesco.
Pero’ questa cosa la scrivo perche’ non so come si dice una cosa in italiano, cioe’ nemmeno in tedesco, non so proprio come esprimere il concetto.
Quando a scacchi si fa una patta, entrambi vincono, vuol dire che sono di forza eguale e si sono bilanciati, ci si stringe la mano ed entrambi sono, magari non contenti, ma almeno non abbattuti.
Ecco come si chiama quando invece tutti perdono?!
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Ci sono cose che abbiamo sotto il naso, magari per anni e che non notiamo.
All’improvviso queste cose si illuminano, o si muovono e attirano la nostra attenzione facendoci dare una manata in faccia: come ho fatto a non accorgermi?!
Monaco e’ costellata di queste cose visibilissime eppure invisibili. Possono essere svastiche sopravvissute alla cancellazione del passato o simboli esoterici lampanti come il sole eppure avvolti dall’oscurità o infine possono essere persone che sono sempre state li’, dove passiamo ogni giorno e che mai abbiamo notato, presi dalle nostre cazzate elettroniche o dal dialogo mentale che avvolge la coscienza nella nebbia.

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